NOVA opera in piena collaborazione con International Adoption 

Progetti di solidarietà

Il contesto locale, la situazione dell'infanzia ed i “bambini schiavi”

Il Benin è uno dei paesi più poveri dell'Africa sub sahariana, in cui assume un particolare drammaticità della situazione dell'infanzia. Circa mezzo milione di bambini fra i 6 ed i 14 anni lavora a tempo pieno nel paese. Si tratta di una realtà resa ancor più inquietante dal fatto di un gran numero di loro è vittima del traffico di bambini, che tocca tanto i maschi che le femmine. Tradizionalmente i bambini delle famiglie più povere e dei villaggi di campagna. Questa tradizione, un tempo sviluppato sulla solidarietà, oggi è trasformata in una pratica di crudo sfruttamento: i bambini infatti non sono affidati a famiglie, ma consegnati a piccoli imprenditori senza scrupoli che li vogliono lavorare in situazioni che non è esagerato definire di schiavitù. Si parla appropriatamente di "traffico di minori", per il fatto che i genitori dei paesi cedono regolarmente i figli di un mediatore per somme che vanno dai 15 ai 30 dollari. Spesso i genitori considerano di assicurare in questo modo un futuro migliore ai figli, come avveniva in passato.

Le conseguenze per i bambini, come è facile immaginarsi, sono devastanti. Non vengono accolti da una famiglia, ma finiscono in selezionati produttiva; non dormono in appartamenti familiari, ma per strada; non hanno riferimenti agli adulti che in qualche modo assomiglino a genitori affidatari, ma solo padroni senza scrupoli. La vittima è maltrattata e soffre di lesioni fisiche e disturbi psichici. Le bambine sono esposte allo sfruttamento sessuale e ai connessi rischi di AIDS. Tutti si trovano esclusi da qualsiasi forma di scolarità.

A Cotonou, la principale città della nazione, esiste un gran marché dalle dimensioni colossali: 50.000 punti vendita e oltre 200.000 persone impiegate (si tratta del secondo per dimensioni dell'Africa). In questa "città nella città" sono numerosissimi i "bambini schiavi", dall'età spesso attorno ai 6-8 anni. I maschi lavorati come pseudo-apprendisti nei cantieri, nelle officine, sottoposti a lavori pesantissimi; le bambine vengono impiegate nella vendita dei prodotti, e passano la giornata girando da luogo a luogo del mercato col cesto in testa ed alla sera devono tornare dal padrone acquistato venduto tutto il prodotto. I rapporti di questi bambini con la famiglia d'origine, che in genere vive in paesi distanti anche di chilometri da Cotonou, sono completamente interrotti.

Le suore salesiane di Cotonou

All’interno del Gran mercato opera molto attivamente un gruppo di Suore salesiane di S. Giovanni Bosco (presenti nel paese dal 1992). Fra queste Suor Maria Antonietta Marchese, che nel 1998 ha fatto collocare nel centro del mercato un container, nel quale ha aperto una scuola permanente (primi rudimenti di alfabetizzazione) indirizzata alle bambine, che gestisce con l’aiuto di alcune ragazze che negli anni passato ha aiutato a studiare ed a laurearsi, e che ora vi insegnano. Questa attività ha permesso a Suor Maria Antonietta di instaurare un rapporto di fiducia con le bambine, e di individuare casi per i quali è possibile pensare ad un  reinserimento familiare.

Il progetto finanziato da NOVA e dalla CAI

Il progetto finanziato dalla CAI e gestito da NOVA è iniziato nel 2006. In particolare, è proseguita l'attività di sostegno alla postazione scolastica all'interno del Grand Marché di Cotonou ("scuola alternativa"), con la retribuzione di tre insegnanti e un direttore che hanno svolto compiti di formazione delle madri e di scolarizzazione di base per i bambini.

Attraverso l'attività della "scuola alternativa" è stato possibile procedere nell'indagine finalizzata a individuare i bambini per i quali era ipotizzabile un tentativo di reinserimento familiare.

E' stato acquistato il materiale didattico e di cancelleria indispensabile (carta, quaderni, libri didattici).

Nel corso del 2007 sono stati effettuati due corsi di formazione, di 36 donne a Ouando e di 12 donne a Katagon. Inoltre, è stata erogata la prima "tranche" di microcredito, finalizzato a impiantare attività produttive di reddito, a 66 donne dei seguenti villaggi: Houegan, Gohoungohoue, Hlekpehoue, Biyama, Lome. Successivamente si è proceduto a concedere credito a un gruppo di 24 donne di Cotonou, di 12 donne di Mawoulome, di 36 donne di Wangnina. Per quanto riguarda invece il villaggio di Abenihocon, si è deliberato di concedere un micro-credito per l'acquisto di un mulino alla comunità di donne del  villaggio, che hanno scelto una forma collettiva  di finanziamento in luogo di quella individuale. Le donne beneficiare sono state individuate dal gestore del micro-credito secondo i criteri identificati con il progetto, e cioè finalizzando il beneficio economico al tentativo di reinserimento in famiglia di un minore preventivamente individuato ovvero a quello di prevenirne l'abbandono. Il microcredito è stato concesso avendo riguardo a un'attività economica precisa: attività commerciali, produzione o vendita di olio (alimentare e motore), vendita di generi alimentari.

Inoltre, è stato retribuito con cadenza mensile il gestore del micro-credito, che ha continuato a svolgere attività di indagine, selezione dei beneficiari, erogazione delle somme, accordi con le comunità locali, controllo della correttezza della spesa.

Dopo la prima fase di più intensa attività, NOVA ha continuato a finanziare il progetto e l'attività della "scuola alternativa" attraverso la raccolta di fondi tra i propri soci e sostenitori.

Data di attivazione:  01/2006

Stato:  Concluso

Risultati ottenuti

Il sostegno di NOVA ha garantito in una prima fase il consolidamento delle attività e successivamente la continuazione dell'attività della scuola e delle azioni di prevenzione dell'abbandono e di denuncia dellesituazioni di peggiore sfruttamento.

Finanziamenti ottenuti : 45.000,00 EUR

Responsabile : Rita Chiti Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Progetto in collaborazione con 

Associazione ALEIMAR (Melzo - MI)

e Associazione AMICI DI Francesco (Pistoia)

 

Obiettivo del progetto è gestire una struttura per accogliere circa 100 bambini da 0 a 5 anni, nella quale sono seguiti da personale preparato mediante i nostri corsi di formazione. 

All'interno della casa ci sstanno il nido per i più piccoli e la scuola materna per i più grandi.  Nel complesso esiste anche un centro nutrizionale che dà l'occasione a molte mamme di portare i loro piccoli e a noi l'opportunità di cominciare quei collegamenti con i villaggi e le famiglie dove si possono trasmettere le conoscenze indispensabili a prevenire l'abbandono e la malnutrizione, la diffusione di infezioni mediante la garanzia di un'assistenza adeguata e costante. Gli scopi che si vogliono raggiungere mediante i corsi di formazione sono il miglioramento delle condizioni igienico–sanitarie ed educative dei bambini ospiti del centro, la prevenzione delle infezioni e il miglioramento dell'alimentazione nonché l'educazione alimentare rivolta ai genitori che accedono al centro nutrizionale. La formazione prevede anche una sezione rivolta all'agricoltura e all'allevamento di animali da cortile e alla coltivazione di alberi da frutto che avranno lo scopo di sostentare chi abita nel centro e di creare occasioni di commercio e scambio con l'esterno.

Data di attivazione: 01/2004

Stato: Concluso

Risultati ottenuti: 

La struttura è stata conclusa.

Pahou è un paese situato ad Ovest di Cotonou da cui dista 30 km. Pahou è il tipico paese rurale beninese, l’economia è basata sul commercio di manioca e generi alimentari totalmente concentrato ai bordi della strada che collega Cotonou con Ouidah, altro importante polo commerciale del Benin. Qua si trova Exodus House, orfanotrofio nato nel 2003 su iniziativa di Mme Pulcherie Boko che, utilizzando un lascito di una ereditiera americana, ha creato tale struttura dove hanno trovato immediatamente riparo circa 50 bambini. Ad oggi i finanziamenti sono venuti meno ed il numero dei bambini è salito alle 100 unità.

Data di attivazione: 10/2008

Stato: Concluso

Risultati ottenuti: 

Il progetto, nel 2009, ha continuato ad offrire un aiuto all'Istituto, finalizzato al sostentamento dei bambini, alla fornitura alimentare, al sostegno scolastico.

Responsabile:  massimo vaggi Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

La PROVIDENCE è un Orfanotrofio indipendente, a carattere sociale e umanitario, che si occupa della protezione dell’infanzia. Si trova alla periferia della città di Lokossa, a circa 130 chilometri da Cotonou. La Providence si presenta con tutte le caratteristiche del classico “villaggio” africano, il recinto è costituito da un canniccio per tenere lontani gli animali, le strutture interne dove alloggiano i bambini ed i grandi sono costruite con impasto di foglie – paglia e fango, all’interno trova spazio l’immancabile recinto dei maiali e le solite galline che vagano tutto il giorno per l’Istituto. La direzione di La Providence era assicurata dal sig. MICHEL BOTCHI, persona che ha dedicato la sua vita alla cura dell’infanzia. L’Istituto ospita 80 bambini orfani.

Nel 2010 NOVA è intervenuta con un'erogazione straordinaria per ripristinare il tetto del dormitorio dei bambini, crollato a causa del maltempo.

Data di attivazione: 10/2008

Stato: Concluso

Risultati ottenuti: 

Il progetto - che nel corso del periodo 2008-2013 ha saputo garantire un sostegno costante, si è articolato in tre principali direzioni: - uscire dall’emergenza alimentare procedendo anche ad un miglioramento nutrizionale sia mediante l’introduzione di frutta – verdure e carne/pesce sia con l’introduzione di un ulteriore pasto al solo che veniva fino a poco tempo fa “assicurato” - supportare l’Istituto con l'aiuto dell'assistente sociale NOVA nel paese - implementare le attività di allevamento e coltivazione di cereali già presenti nonché investire su nuove attività quali la produzione del sapone in modo da rendere col tempo autosufficiente la struttura.

Il progetto è statoo concluso a seguito dell'avvicendamento della dirigenza dell'Istituto.

Responsabile:  rita chiti Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Il progetto viene sviluppato in collaborazione con la ONG Intervita.

Il Benin è tra i paesi più poveri dell’Africa sub-sahariana. Lo scarso sviluppo dell’economia, basata su un’agricoltura di sussistenza praticata con metodi arretrati, è all’origine della drammatica situazione sociale e sanitaria della popolazione. L’aspettativa di vita è di 56 anni, il 15% dei nuovi nati non raggiunge i 5 anni d’età. Mancano adeguate strutture sanitarie e scolastiche, il tasso di analfabetismo è particolarmente alto tra le giovani donne, il 77% delle ragazze tra i 15 e 24 anni non sa leggere. La povertà, il degrado dei legami familiari e sociali, la debolezza delle istituzioni, alimentano il fenomeno del traffico di minori: si stima che ogni anno 50.000 bambini vengano venduti per essere sfruttati come lavoratori nei campi, come operai o domestici

La strategia generale dell’intervento proposto mira a favorire la protezione dell’infanzia in un contesto socio-economico degradato che ha messo a dura prova la tenuta della famiglia.

In particolare s’intende rafforzare il ruolo della famiglia e quei servizi in favore dei bambini che le istituzioni pubbliche beninesi non riescono per ragioni economiche ed organizzative a garantire, senza per questo sostituirsi alle autorità competenti, ma coinvolgendole in un processo di riassunzione dei propri compiti.

Il progetto quindi intende migliorare la condizione dei bambini abbandonati o a rischio di abbandono in Benin e più precisamente nei diversi villaggi e comunità dei comuni di Abomey-Calavi, So-Ava e Toffo (dipartimento dell’Atlantico).

Si è inteso sviluppare una rete di servizi che garantiscano l’assistenza sanitaria e psicologica ai bambini e l’accesso scolastico, che offrano sostegno economico alle famiglie, che promuovano l’informazione e la sensibilizzazione sui fattori che inducono all’abbandono, sulle norme igienico sanitarie, sulla prevenzione dell’Aids, sull’importanza della registrazione dei bambini alla nascita.

Tali servizi sono offerti direttamente dalla Fondazione Regard d’Amour (FRA) nelle proprie strutture (casa d’accoglienza, infermeria, centro d’ascolto, biblioteca) e dal suo personale e/o in collaborazione con le istituzioni preposte (infermerie scolastiche, uffici per la registrazione anagrafica, etc.).

Laddove non sia possibile prevenire l’abbandono, è garantita l’accoglienza residenziale temporanea presso le strutture della FRA in attesa di individuare la forma migliore di reinserimento familiare o di altro tipo.

Si sottolinea che FRA è partner d’eccellenza poiché la Presidente dell’associazione è magistrato, è stata Ministro beninese della Famiglia, della Protezione Sociale e della Solidarietà e attualmente è Sostituto Procuratore generale presso la Corte di Appello di Cotonou. Questo garantisce competenza, contenuti e coerenza con le politiche in tema di minori e famiglia.

Il progetto mira anche a rafforzare e sviluppare la professionalità degli operatori della FRA che si occupano a diverso titolo delle azioni del progetto ovvero infermieri, assistenti sociali, equipe mobili di informazione in materia di prevenzione dell’AIDS e nutrizionale, amministrativi destinati alla registrazione anagrafica dei bambini, alla gestione del SAD, alla gestione del Progetto.

Ci si propone di ridurre e prevenire del 50% il fenomeno dell’abbandono e dello sfruttamento dei minori nel territorio di riferimento dell’azione della FRA (attraverso la creazione di una rete di sostegno capace di consolidare la struttura familiare, di contribuire alla scolarizzazione, di fornire assistenza sanitaria e psicologica ai bambini e alle famiglie.

Data di attivazione:  01/2009

Stato:  Concluso

Risultati ottenuti: 

Iniziato nel novembre del 2008, il progetto ha saputo raggiungere pienamente gli obiettivi fissati, laddove si intendeva, al fine della prevenzione del fenomeno dell’abbandono dei minori nei villaggi e comunità dei comuni di Abomey-Calavi, So-Ava e Toffo, rafforzare da un lato il ruolo della famiglia nelle situazioni di rischio e dall’altro quei servizi che le istituzioni pubbliche beninesi non riescono per ragioni economiche ed organizzative a garantire. In particolare si è sviluppata una rete di assistenza sanitaria e psicologica ai bambini, garantendone l’acceso scolastico, di sostegno economico alle famiglie, di informazione e sensibilizzazione sui fattori che inducono all’abbandono e sulle relative soluzioni. Tali servizi son stati offerti direttamente dal partner FRA – Fondation Regard D’Amour - nelle proprie strutture (casa d’accoglienza, infermeria, centro d’ascolto, biblioteca) e dal suo personale, ovvie in collaborazione con le istituzioni preposte (infermerie scolastiche, uffici per la registrazione anagrafica, uffici municipali). Inoltre, è stata data accoglienza presso il centro della FRA a orfani in età tenerissima (al di sotto dei due anni) ai quali è stata garantita un’assistenza adeguata a professionale. Quanto alle attività svolte, si segnala più specificatamente la costruzione di due infermerie scolastiche localizzate all'interno di strutture scolastiche (CEG di Huegbo e CEG2 di Abomey-Calavi) dedicate a una popolazione di studenti di circa 5.000,00 complessivi, e che, sotto la supervisione delle autorità, si sono dotate di personale proprio e di attrezzature, e hanno saputo garantire l'accesso a cure sanitarie di base e a consulenza di natura sanitario\psicologica a oltre 2.000 minori. Inoltre, è stata ristrutturata e dotata di mezzi l'infermeria della FRA, che ha dato accesso a identiche cure agli studenti della EPP di Gbodjo. La Casa di accoglienza della FRA, dedicata ad ospitare circa 20 minori abbandonati oppure orfani in età tenerissima (al di sotto dei due anni), è stata completamente ristrutturata e dotata di tutti i mezzi idonei a garantire ai piccoli ospiti la migliore accoglienza possibile. E' stato elaborato un programma di assistenza domiciliare alle famiglie in condizioni di rischio di abbandoni dei propri figli, assistenza che si è estesa alle problematiche di carattere sanitario (prevenzione e cura dell'AIDS), nutrizionale (informazioni specifiche), a quelle sociali (informazione in merito alle credenze della "sorcellerie" - stregoneria - dei bambini, necessità della registrazione anagrafica dei minori), educative (promozione del diritto dei minori alla frequenza scolastica). Le visite domiciliari sono state effettuate da personale FRA che svolge la propria attività all'interno della sede di Abomey Calavi e da altro che presta la sua opera facendo riferimento a locali messi a disposizione dalle autorità municipali (comune di Toffo). Il personale FRA, in collaborazione con gli uffici municipali dell'anagrafe e le famiglie, ha provveduto alla registrazione anagrafica e al ritiro degli atti di nascita di oltre 2500 minori. A tale scopo sono stati anche realizzati spot radiofonici e campagne di sensibilizzazione attraverso assemblee nelle comunità, diffusione di materiale cartaceo, incontri con le autorità municipali e i rappresentanti della popolazione. E' stato infine elaborato un programma di microcredito a famiglie che avessero presentato autonomi progetti di impianto di attività produttive\commerciali. I progetti, e dunque i beneficiari, sono stati selezionati sulla base di criteri identificati in collaborazione con le autorità municipali (qualità del progetto, esistenza di figli minori scolarizzati o da avviare a scuola, necessità della famiglia), e ad ognuno di essi è stato assegnato un microcredito di importo variabile entro un minimo e un massimo. Le famiglie beneficiarie sono state 150, e sono state organizzate in gruppi che al proprio interno hanno eletto un rappresentante, resosi responsabile dei rapporti con FRA, della realizzazione degli obiettivi dei micro-progetti e della restituzione del credito alle scadenze fissate. Sul versate delle attività ludico\ricreative\assistenziali, FRA ha organizzato una sessione di accoglienza dei minori definita "Natale per i bambini" e una sessione denominata "Vacanze gradevoli": personale della FRA ha accolto i minori durante tutta la giornata, proponendo attività educative e ludiche. Infine, come presupposto di ogni altra successiva attività, è stata individuata una popolazione iniziale di circa 500 minori, il cui numero è cresciuto con il tempo e si propone di raggiungere le 1.000 unità entro i prossimi mesi, destinatari di sostegno a distanza nella forma del c.d. bambino\testimone. E' stato particolarmente curato l'aspetto relativo allo scambio di informazioni, lettere, disegni, tra i padrini e i minori. Il complesso di tali attività ha comportato la necessità di una dotazione strumentale (in particolare mezzi di trasporto: un'autovettura e tre motorini, ma anche mezzi informatici e le già ricordate attrezzature sanitarie) e soprattutto personale, rigorosamente selezionato tra candidati locali che presentasse adeguate caratteristiche di competenza ma anche di qualità morali e dedizione. Sono stati così assunti un contabile, un direttore\amministratore, un responsabile dei sostegni a distanza, tre infermieri, 1 assistente sociale, 1 addetto alla comunicazione, 3 educatori, 2 animatori sociali, 6 governanti, 1 guardiano.

Finanziamenti ottenuti:  320,000.00 EUR

Responsabile:  Massimo Vaggi - Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Progetto in collaborazione con la

Fondation Regard d'Amour (Benin - Abomey)

 

Il Benin è uno dei paesi più poveri dell'Africa subsahariana caratterizzato da un'economia basata su un'agricoltura di pura sussistenza e fortemente dipendente dagli aiuti internazionali per il raggiungimento dell'autosufficienza alimentare, (Francia e altri membri della Ue).

In una situazione generale di estrema povertà assume i caratteri di particolare drammaticità la situazione dell'infanzia. Tantissimi sono i bambini che vengono abbandonati dalla nascita o che vengono affidati/venduti a dei “tutori” che li sfruttano fin dalla più tenera età.

Nel Paese esistono etnie (Baatonou, Peul, Boko) che, per loro tradizione, credono nell'esistenza dell'enfant sorcier (bambino-strega). Il bambino strega è colui che nasce podalico, che alla nascita provoca la morte della madre, la cui dentizione inizia dopo gli otto mesi o inizia dalla mascella superiore anziché inferiore, che al momento del parto ha il volto rivolto verso il basso, ecc.. Questi bambini sono considerati portatori di sfortuna, non solo alla famiglia di origine, ma all'intero villaggio di appartenenza.

Per questo motivo gli enfants sorciers sono condannati a morte.

Gli enfants sorciers che per miracolo o per fortuna vengono salvati e scampano a questa pratica che prevede spesso una morte crudele, restano traumatizzati per il resto della loro vita e segnati da un fortissimo senso di colpa. La loro integrazione è difficile e sulla loro testa pende sempre una spada di Damocl: sono sempre minacciati di morte qualora la famiglia venga colpita da sventura.

Al problema degli enfant sorcier è strettamente legata la nascita, nel 1984, della Fondazione Régard d'Amour (FRA) che si occupa della protezione dell'infanzia e della promozione della famiglia e si trova nel villaggio di Gbodjo, nella zona di Abomey-Calavi.

La Fondazione opera primariamente nella lotta contro gli infanticidi causati da antiche tradizioni, attraverso la prevenzione e la crescita del livello di informazione, educazione e comprensione delle popolazioni ed alla protezione dei bambini abbandonati e minacciati di morte.

La Fondazione ospita ogni anno 15 - 20 bambini abbandonati, minacciati (enfant sorcier), in grave stato di denutrizione, e provvede al loro sostentamento e reinserimento familiare o all'adozione nazionale. In casi particolari promuove l'adozione internazionale.

Data di attivazione: 01/2006

Stato: Concluso

Risultati ottenuti: 

Il NOVA ha avviato nel corso del 2006 questo progetto con l'obiettivo di sostenere i bambini e la struttura della Fondazione Regard D'Amour attraverso l'acquisto di latte e generi alimentari. Il progetto si pone come accessorio rispetto all'intervento di cooperazione svolto in collaborazione con la ONLUS Intervita (cfr altra sezione)

Responsabile:  Massimo Vaggi Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

I risultati del Progetto "Liberatutti" di censimento dei bambini istituzionalizzati eseguiti nel corso degli anni 2004/2006 nella regione metropolitana di Belo Horizonte (Minas Gerais), hanno evidenziato la presenza all'interno dei ricoveri della città di circa 200 adolescenti abbandonati. Ragazzi tuttavia troppo grandi per poter concretamente sperare in un'esigenza nazionale o internazionale.

Sono bambini di età compresa per lo più tra i 12 ei 16 anni, che vivono all'interno dell'Istituto e frequentano la scuola, tuttavia con la difficoltà e la mancanza di continuità che la situazione di istituzionalizzazione ben può guardare lontano.

Data di attivazione: 01/2007

Stato: Concluso

Risultati ottenuti: 

Obiettivo del progetto NOVA è stato assegnato all'emancipazione di questi adolescenti e al loro futuro inserimento nel mondo lavorativo. Infatti, a partire dal compimento della maggiore età, gli ospiti dei ricoveri devono abbandonare quel luogo che, per lunghi anni, è uno stato sì di sofferenza ma rappresentava comunque una soluzione ai problemi di sopravvivenza. In collaborazione con la Fundaçao CDL Pro-Criança e con l'Università di Belo Horizonte, sono state organizzate "officine" tematiche-culturali e di formazione professionale delle attività commerciali o artistico-artigianali (dal marketing alla stampa su tessuto) , così come corsi e fasi collegate alle tecniche di sviluppo e rafforzamento dell'auto-stima e del livello di autonomia personale.

Finanziamenti ottenuti: 97.000,00 EUR

Responsabile: Massimo Vaggi - Bologna

La Scuola Santa Maria è situata in una zona rurale alla periferia di Igarassu, città storica della regione metropolitana di Recife, che conta una popolazione di circa 80 mila abitanti. Nata nel 1967 oggi ospita oltre 550 bambini e adolescenti che qui oltre a frequentare la scuola, mangiano attività di vario genere, ludiche, sportive o di recupero scolastico. Collocandosi in zona di grande povertà, la Scuola Santa Maria ospita gratuitamente gli alunni. Ciò è possibile solo grazie ad un progetto di “sostegno a distanza” lanciato nel 1993 che coinvolge famiglie europee e brasiliane e qualunque sia anche noi della NOVA da tempo abbiamo aderito.

Dati di attivazione: 11/1997

Stato: Concluso

Risultati ottenuti: 

L'assistenza consiste nel sostenere l'assicurazione economica della classe (20 bambini) per l'utente anno scolastico: materiale didattico, stipendio insegnante, divisa, pranzo e merenda, assistenza medica.

Responsabile: Franca Guerra

Ananindeua è una città dello stato brasiliano del Parà, nord-est brasiliano, situata a circa 40 chilometri da Belem (capitale dello stato). L'area nord-est brasiliana è la più povera di tutto il Brasile, segnata da un forte degrado sia ambientale che sociale. L'infanzia lascia a vivere sulla strada è molto spesso i bambini sono figli di ragazze madri adolescenti. Il progetto ha lo scopo di curare i bambini con problemi di parassitosi e denutrizione attraverso un supporto medico adeguato e farmaceutico, fornito un aiuto alimentare alle famiglie dei minori e sensibilizzare le esigenze dell'accoglienza e della cura dei minori in difficoltà. Il progetto, infatti, è utilizzato con lo scopo di curare alcune delle patologie più frequenti, tipo parassitosi e infezioni da batteri intestinali,che causano problemi allo sviluppo ponderale dei bambini. All'attività ambulatoriale si è poi affiancato un servizio di mensa per i bambini in cura, per le loro famiglie e per quanti si trova in difficoltà. Il tutto si svolgeva nel centro parrocchiale dove Don Elio svolge la sua opera missionaria. Nel 2008 è vista la possibilità di edificare un centro di accoglienza che avesse funzione di ambulatorio e di scuola materna. Per questo motivo il Nova ha partecipato alla costruzione di questo piccolo centro grazie anche all'aiuto di altre associazioni italiane che hanno accettato di collaborare. Il tutto si svolgeva nel centro parrocchiale dove Don Elio svolge la sua opera missionaria.Nel 2008 è vista la possibilità di edificare un centro di accoglienza che avesse funzione di ambulatorio e di scuola materna. Per questo motivo il Nova ha partecipato alla costruzione di questo piccolo centro grazie anche all'aiuto di altre associazioni italiane che hanno accettato di collaborare. Il tutto si svolgeva nel centro parrocchiale dove Don Elio svolge la sua opera missionaria. Nel 2008 è vista la possibilità di edificare un centro di accoglienza che avesse funzione di ambulatorio e di scuola materna. Per questo motivo il Nova ha partecipato alla costruzione di questo piccolo centro grazie anche all'aiuto di altre associazioni italiane che hanno accettato di collaborare.

Data di attivazione: 10/2007

Stato: Concluso

Risultati ottenuti: 

Nel 2009 è stato completato il centro di accoglienza organizzato nel 2008. Le persone che hanno curato per i bambini sono 5 oltre a don Elio e sono 2 medici, 1 infermiera e 2 maestre per la scuola materna. Il servizio mensa è stato diversificato: i pasti preparati vengono serviti solo ai bambini che frequentano il centro, mentre alle famiglie, o quanti ne hanno bisogno, viene consegnato, una volta alla settimana, un pacco di spesa contiene specifici di prima necessità (riso, fagioli, carne affumicata).

Prossimi obbiettivi: * Sostegno medico-psicologico alle madri adolescenti * Centro ricreativo per ragazzi in et & agrave; scolare * Formazione di personale volontario * Manutenzione della struttura.

Responsabile: anna pittaro

L'Istituto Allan Kardec-Lar Ceci Costa di Olinda (Brasile) è un'opera filantropica, senza fini di lucro, riconosciuta come Istituzione di Pubblica Utilità Comunale e Statale, fondata nel 1938 e che è finita oggi. I bambini accolti in questo istituto appartengono a famiglie con gravi difficoltà economiche; grazie ai contributi raccolti a distanza, viene loro offerta gratuitamente l'ospitalità, nonché la possibilità di frequentare la scuola e fornire il materiale necessario.

Data di attivazione: 01/2009

Stato: Concluso

Risultati ottenuti: 

NOVA ha reso possibile, nel 2009, l'acquisto di un pulmino.

Responsabile: Franca Guerra

Sottocategorie

Progetti realizzati in Benin

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Progetti realizzati in Burundi

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Progetti realizzati in Madagascar

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"Ma allora che ci guadagni?".
"Ci guadagno", disse la volpe, "il colore del grano".

(A. de Saint-Exupéry, Il piccolo principe)

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