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Haiti

  • Emergenza HAITI - Comunicato stampa

    NOVA – Nuovi Orizzonti per Vivere l’Adozione  unico ente italiano autorizzato allo svolgimento di procedure adottive in Haiti – è attualmente destinatario di numerose richieste di realizzare adozioni.

    NOVA condivide le preoccupazioni espresse, anche dalla Commissione per le Adozioni Internazionali, a proposito delle conseguenze profondamente negative che potrebbero derivare dalla predisposizioni di misure speciali per l’adozione dei bambini haitiani, che non tengano conto della priorità assoluta di accertare le reali condizioni di abbandono e l’inesistenza di legami familiari che possano evitare lo sradicamento, a qualunque titolo, dal proprio paese.

    Tuttavia condivide anche la preoccupazione altissima di dare risposta immediata alle esigenze di assistenza ai minori, che sono il primo soggetto di ogni attenzione da parte di un ente autorizzato all’adozione, e di offrire una soluzione immediata che consenta loro di essere reinseriti in una famiglia.  

    NOVA pertanto dichiara la sua immediata disponibilità a procedere per adozioni internazionali di bambini haitiani alle sole seguenti condizioni:

    a) che per quei bambini sia già preesistente una dichiarazione di stato di abbandono, che abbia accertato definitivamente l’insistenza di una famiglia capace e disponibile ad accoglierli, 

    b) che le autorità dello stato haitiano e italiano chiedano e consentano l’ingresso dei minori nel nostro paese nel pieno rispetto delle attuali normative internazionali.

    Peraltro NOVA è reduce da un’esperienza che ha dovuto registrare nel paese una grande difficoltà a realizzare adozioni in un modo semplice e lineare, per l’insicurezza nelle procedure amministrative e l’insufficiente diffusione di una cultura di attenzione ai diritti dei bambini, in primo luogo quello di avere una famiglia.

    NOVA si impegna perché ogni aiuto al paese sia indirizzato a un unico progetto coordinato dalla Commissione per le Adozioni Internazionali, che abbia come obiettivo la realizzazione della tutela integrale dei diritti dei bambini, da un lato fronteggiando nell’immediato l’emergenza sanitaria e assistenziale, e dall’altro contribuendo a costruire le condizioni perché nel futuro sia possibile prevenire l’abbandono o porvi rimedio. Si impegna dunque perché ogni intervento preveda sin d’ora un censimento dei minori apparentemente orfani e la verifica del loro stato di abbandono, un sostegno economico alle famiglie haitiane al fine di evitare l’abbandono dei propri figli o a quelle che accolgano i minori ricoverati nei centri, una collaborazione con le autorità per mettere in opera tutte le iniziative possibili per la diffusone di una cultura dell’accoglienza.

    Vista la situazione di Haiti e il suo sviluppo, NOVA parteciperà a ogni iniziativa di solidarietà promossa e finanziata dalla Commissione per le Adozioni Internazionali, e a questo proposito raccoglie fondi sul

    CC Bancario nr. 119994

    presso Banca Popolare Etica scarl 

    Filiale FIRENZE Via dell'Agnolo, 73 

    - Coord. Bancarie: W 05018 02800 000000119994

    - IBAN: IT 30 W 05018 02800 000000119994 

    intestato a "NOVA Progetti e Sostegni "

    oppure

    CC Postale nr.23500101

    - Coord. Bancarie: Z 07601 01000 000023500101

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    intestato a "NOVA Onlus - Parco Culturale LE SERRE, Via Tiziano Lanza 31, 10095 Grugliasco (TO)"

    Specificare sempre nella causale "Emergenza HAITI "

    Al momento, non ci sono le condizioni per la gestione di sostegni a distanza, ma NOVA auspica che nel’arco di poche settimane sarà possibile iniziare a sviluppare un progetto di sostegno a minori e famiglie in condizioni di difficoltà. 

    Chiede pertanto che le persone disponibili segnalino la loro adesione all’indirizzo mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo..

    Saranno contattate appena le condizioni renderanno possibile un aiuto concreto e verificabile.

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  • Haiti: crolla la prigione dei minorenni. Un drammatico racconto

    PORT-AU-PRINCE, 13/1/2010 (12:40)

    Dalla capitale di Haiti, Port au Prince, Fiammetta Cappellini, rappresentante di AVSI in Haiti, scrive via chat utilizzando Skype: "Cerco di essere breve perché cerchiamo di fare economia di batterie.

    Come sapete il terremoto è avvenuto alle 17 ora locale, mentre ci accingevamo a chiudere gli uffici. La prima scossa è stata fortissima ed è durata sicuramente più di un minuto. Appena possibile abbiamo lasciato i locali.

    Constatato che non c'erano danni rilevanti, siamo andati tutti a casa. Le strade però si sono rivelate una trappola. Io e la seconda macchina con Jean Philippe e un collega haitiano siamo rimasti bloccati per ore.

    Alla fine abbiamo deciso di far ritorno all'ufficio.

    Ci siamo riforniti di acqua potabile e cose simili e ci siamo diretti verso la ex casa di Carlo Zorzi (ex rappresentate di AVSI in Haiti, prima di Fiammetta, e ora in Costa d'Avorio), unica meta raggiungibile. 

    Qui però ci ha sorpresi la seconda scossa, al che abbiamo deciso di dormire fuori.

    Non potendo raggiungere casa mia, abbiamo chiesto ospitalità in una struttura dell'ambasciata brasiliana di Port au Prince. 

    Quando la situazione nelle strade si è un po' normalizzata, verso le 10 di sera, ci siamo avventurati verso casa mia.

    Abbiamo praticamente attraversato la città. Il panorama è devastante. I più importanti edifici sono scomparsi. Danni ingenti si registrano ovunque. Solo da quello che abbiamo visto noi, i morti non possono che contarsi a migliaia.

    Interi edifici di diversi piani sono completamente rasi al suolo. Gravissimi danni ha subito un noto supermercato che a quell'ora non poteva essere che pieno di gente. E' praticamente ridotto a niente".

    "Verso mezzanotte ho potuto ritrovare mio marito, al che abbiamo fatto un giro a casa di Jean Philippe, il francese che lavora con noi, che e' gravemente danneggiata e chiaramente non più abitabile. Quindi per ora sta da me. La casa dove vivono i nostri Edoardo-Alberta non sembra apparentemente aver subito gravi danni. Il nostro ufficio principale della città è integro. Fortunatamente i nostri colleghi stanno bene.

    Attraversando la città abbiamo visto scene di devastazione terribili. Abbiamo notizia di almeno due colleghi che hanno trovato la casa rasa al suolo. D'altronde anche quella di fianco alla mia non esiste più.

    Per le strade vagano persone in preda a crisi di panico e di isteria, feriti in cerca di aiuto. Gli ospedali sono difficilmente raggiungibili, le strade della capitale impraticabili.

    Il nostro viaggio verso casa è durato oltre 2 ore per fare meno di 10 chilometri. E per fortuna avevamo la jeep. Abbiamo cercato di portare aiuto come potevamo per trasportare i feriti, almeno i bambini non accompagnati, ma ci siamo presto resi conto di quanto poco servisse rispetto alla dimensione di questa tragedia.

    Si sentono dalle macerie le grida di aiuto di chi è rimasto sotto e i parenti impotenti si disperano. Mancano luci per illuminare la scena e continuare a scavare di notte.

    Non possiamo che attendere la mattina, ma anche questa notte è veramente nera per tutti noi.

    Il commissariato di Delmas 33, con annessa prigione e centro di detenzione di minori, un edificio di tre piani, non esiste più. Sul posto la Minustah ha montato luci a grande potenza per poter continuare l'opera di soccorso".

    "L 'hotel Montana, dove oggi ho pranzato è semidistrutto e conta 200 dispersi.

    Non ho più notizie della mia ospite di oggi. Spero per lei.

    Tutti i mezzi della missione ONU sono mobilitati per portare aiuto, ma le Nazioni Unite stesse hanno subito gravi danni, con il loro quartier generale semi distrutto e diversi impiegati civili dati per dispersi.

    In tutta la città la gente resta in strada: chi non ha più una casa, ma anche chi teme nuove scosse.

    Della maggior parte dei colleghi haitiani non abbiamo notizie, come anche di moltissimi amici e colleghi.

    Abbiamo incontrato in strada il capomissione di Action contre la faim. Ci ha raccontato che il loro edificio e' interamente distrutto e che per ore hanno cercato i colleghi vittime del crollo. Un loro collega haitiano manca all'appello. Lo stesso capo missione era leggermente ferito e cercava a piedi di raggiungere la propria abitazione e avere notizie della famiglia.

    Ciò che abbiamo visto col collega Jean Philippe nell'attraversare la città è spaventoso. Non so davvero da che parte potremo ricominciare, ma lo faremo. E' terribile. Penso ai 4 bambini che abbiamo soccorso oggi pomeriggio, 4 fratellini che si sono trovati sotto una casa distrutta senza i genitori non ancora rientrati dal lavoro. Uno di loro aveva gravissime ferite alla testa e piangeva disperato. La sorellina piangeva chiedendo: come fa la mamma a ritrovarci che la casa non c'è più?"

    Marco Bardazzi, da www.lastampa.it

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Il tuo Cristo è ebreo,
la tua democrazia è greca,
la tua scrittura è latina,
i tuoi numeri sono arabi,
la tua auto è giapponese,
il tuo caffè brasiliano,
il tuo orologio è svizzero,
il tuo walkman è coreano,
la tua pizza è italiana,
la tua camicia è hawaiana,
le tue vacanze sono turche,
tunisine o marocchine.
Cittadino del mondo,
non rimproverare il tuo vicino
di essere straniero.

(Varia attribuzione...)

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