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Repubblica Democratica del Congo

  • Sostegno agli istituti di Kinshasa

    LO SCENARIO:

    Il progetto è nato dalla collaborazione con l’associazione Mheed (Maison d’Hebergement et d’Education des Enfants En Difficulté), una delle prime con le quali NOVA è entrata in contatto a Kinshasa: lo scopo di Mheed, fondata il 1.4.1981, è quello di assicurare protezione e presa in carico di bambini\e abbandonati, orfani e marginali. Ha dunque sviluppato un’azione tesa ad assicurare l’alimentazione, la formazione scolastica o professionale, la cura della salute e il reinserimento familiare o sociale dei minori abbandonati (anche attraverso la promozione di famiglie di accoglienza).

    A partire dall'esperienza con l'Istituto, NOVA ha sviluppato un'azione di sostegno dell'attività di ricerca delle origini del minore, che costituisce presupposto fondamentale affinché possa essere offerta una soluzione di reinserimento ovvero di reperimento di una famiglia sostitutiva (nazionale o transnazionale).

    Tale attività, curata anche direttamente dall'assistente sociale di NOVA a Kinshasa, è stata progressivamente estesa anche a tutti gli altri centri con i quali NOVA, nel corso del tempo, ha instaurato una collaborazione (Eden, Afdeco, Paola Consolata, AASD, Colk, Associazione Aurora).  Alcuni dei bambini sono considerati "sorciers", vale a dire ritenuti – dai parenti o dalla comunità - portatori di malocchio, e per questa ragione allontanati o uccisi, o in casi non infrequenti bruciati (secondo pratiche esorcistiche).

    Esaurito negativamente il tentativo di reinserimento familiare, e verificata la possibilità o meno di far accogliere il bambino\a in una famiglia sostitutiva (di accoglienza di fatto, essendo l’adozione nazionale un fenomeno semi-sconosciuto), il bambino viene inserito nel centro, dove resta sino al reperimento di una possibile alternativa o nel peggiore dei casi sino alla maggiore età.

    I centri con i quali NOVA attualmente collabora, pur estremamente poveri, garantiscono un buon livello di accoglienza dei minori, presentano un elevato livello di consapevolezza negli operatori, sono strutturati sulla base di principi del tutto condivisibili, e offrono anche un’assistenza sanitaria differenziata ai bambini affetti da AIDS. Sono tutti soggetti al controllo periodico sulla propria attività da parte di Réjeer, rete di associazionismo locale che garantisce un alto livello di affidabilità.

    IL PROGETTO:

    NOVA pertanto devolverà somme forfettarie periodiche in coordinamento con gli assistenti sociali in loco a fronte delle necessità che di volta in volta si presenteranno e che da quest’ultimi saranno evidenziate. A fronte delle spese sostenute sarà prodotta documentazione a giustificativo delle stesse.

    Il sostegno di eventuali finanziatori dovrà avvenire con versamento sul seguente conto corrente:

    NOVA ONLUS, presso BANCA ETICA, filiale di Firenze, nr. 119994,

    cod. IBAN IT 29 O 05018 02800 000011199940

    con la causale “Sostegno agli istituti di Kinshasa”.

     

    Allegato Dimensione

    Progetto Sostegno Istituti Kinshasa 2012.pdf 136.6 KB

    Data di attivazione:  07/2008

    Stato:  Attivo

    Responsabile:  carmelo crea Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

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  • Sostegno alla Fondation Viviane

    La Fondation Viviane di Kinshasa (www.fondationviviane.org) nasce nel 1996 dietro la spinta di Viviane Phemba Tsasa, nata il 31 dicembre 1970 a Kangu, nella provincia del Basso Congo e rimasta vittima di un incidente all’età di 8 anni che l’ha costretta su di una sedia a rotelle. La Fondazione gestisce un luogo di attenzione e cura nei confronti di bambini e adolescenti portatori di gravi handicap, e occupa 2 fisioterapiste, che operano 3 volte alla settimana per sei ore al giorno, e si occupano esclusivamente della fisioterapia dei bambini, 2 guardiani, che prestano servizio la notte per assicurare l'incolumità dei bambini ricoverati alla fondazione, 1 cuoca, che opera tutti i giorni e si occupa della cucina, preparando i pranzi, rigovernando, tenendo in ordine, 1 autista, che si occupa di condurre i bambini a scuola. La fondazione si avvale inoltre dell'attività di circa 10 volontari “stabili” principalmente costituiti da studenti della locale Università di Kinshasa interamente utilizzati come supporto alle giornaliere necessità dei bambini. Sono presenti alla fondazione 110 bambini, tutti portatori di gravi handicap, di cui alcuni ricoverati in maniera fissa (giorno e notte), mentre la maggioranza è costituita da bambini portati dalle famiglie solo per svolgere le normali sedute di riabilitazione e controllo nell’arco della giornata diurna. I bambini, di cui la fondazione ed il NOVA hanno tutte le schede sanitarie, sono affetti dalle conseguenze di malaria cerebrale, poliomielite, malformazioni prenatali, incidenti. Tutti i bambini che trovano ricovero giorno e notte sono stati abbandonati dalle famiglie.

    Data di attivazione:  03/2007

    Stato:  Concluso

    Risultati ottenuti: 

    L’intervento Nova prevede le seguenti attività:

    1.assistere con un adeguato percorso di riabilitazione motoria i bambini presenti nel centro nonché fornire loro un’idonea scolarizzazione, con il tempo essere a sostegno di ogni bambino disabile che ne farà espressa richiesta al centro. L'obiettivo presuppone la dotazione di personale tecnico di elevato livello (fisioterapisti) e l'acquisto di attrezzature più moderne e specifiche rispetto a quelle attualmente in uso.

    2.creare un centro di formazione professionale (parrucchiera-sarta-panettiere-artigiano) in grado di preparare i bambini ad un’attività lavorativa in modo tale che dopo la formazione possano iniziare un percorso lavorativo che garantisca loro l’autosufficienza, A seguito del dono da parte di una Fondazione italiana (Elba no limits) di una macchina per la produzione di gelati, è iniziata nel 2007 un'attività di produzione e vendita di gelati e ghiaccioli (circa 3.000,00 al giorno).

    3.dotare il centro di una struttura che segua i bambini anche nel loro ambito domestico e che fornisca ai loro genitori quel supporto anche psicologico tale da permettere il loro mantenimento in famiglia prevenendone l’abbandono e, nei casi già esistenti di bambini abbandonati presenti nel centro, il loro reinserimento familiare.

    4.offrire alla Fondazione il parziale rimborso delle spese mediche (ingenti e continue), nonché a fornire un supporto nella gestione ordinaria dell'attività, con il rimborso delle spese di vitto per i bambini (la dieta attuale prevede due pasti al giorno, ma è ancora sostanzialmente povera: prevede carne di pollo una volta alla settimana e pesce una volta alla settimana, e per il resto è costituita da mais, zucchero, latte in polvere, farina di manioca, verdure e fagioli), di acquisto di legna, nafta, elettricità, e infine a contribuire alla manutenzione dell'immobile e all'adeguamento della struttura.

    Il numero di bambini curati alla Fondation ammonta complessivamente, al settembre del 2009, a 273. E' sempre più frequente l'ipotesi che il bambino\a sia avviato alla Fondation dagli organismi amministrativi del Comune.

    Nel 2009 la Fondation Viviane ha saputo offrire un servizio di chinesiterapia attraverso 3 professionisti diplomati e molti stagisti in formazione, per un numero di pazienti pari a 60 al giorno. Il materiale, moderno ed efficiente, è stato acquisito grazie a un progetto del Centro Nord\Sud di Pisa.

    Il servizio di ortopedia, affidato a un professionista, è invece insufficiente per carenza di dotazione di materiale (mancano un forno elettrico per le protesi, materialie plastico di costruzione, griff…) e per i costi elevati delle operazioni chirurgiche: da un anno circa 24 casi attendono di esser operati al centro di rieducazione per handicappati fisici di Kinshasa.

    La Fondation ha consolidato un’azione tesa al reinserimento familiare che ha dato i risultati utili.

    In ragione della loro condizione, molti bambini hanno presentato necessità di cure mediche, di interventi chirurgici, di protesi, o ancora di scarpe ortopediche.

    Sono state affrontate nel corso del 2009 spese farmaceutiche, di visite specialistiche di controllo e per esami radiologici

    Finanziamenti ottenuti:  55,000.00 EUR

    Responsabile:  Massimo Vaggi - Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

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  • Costruzione della rete idrica ed elettrica e fornitura per l’associazione Mheed-Kinshasa

    L’associazione Mheed (Maison d’Hebergement et d’Education des Enfants En Difficulté) è stata fondata il 1.4.1981. Il suo scopo è quello di assicurare protezione e presa in carico di bambini\e abbandonati, orfani e marginali. Ha dunque sviluppato un’azione tesa ad assicurare l’alimentazione, la formazione scolastica o professionale, la cura della salute e il reinserimento familiare o sociale dei minori abbandonati (anche attraverso la promozione di famiglie di accoglienza). La casa di accoglienza nel comune di Mont Ngafula, Knshasa, si trova in una zona rurale, ed è costituita da alcune abitazioni dove i bambini sono ospitati in modo decoroso, circondate da campi accuratamente coltivati. L’associazione infatti indirizza all’auto-sostentamento molte delle proprie energie e risorse: attualmente, oltre alla coltivazione dei campi vengono allevati maiali. L’attività degli educatori dell’istituto è proiettata in particolare verso l’accoglimento e l’educazione dei minori (i minori frequentano tutti una scuola, interna all’istituto ma aperta agli altri bambini della zona), oltre che nel tentativo di reinserimento dei bambini nelle famiglie di origine, che vengono sostenute con l’accompagnamento psico-sociale: il centro pertanto raccoglie un certo numero (nel luglio del 2008, circa 45) di bambini, trovati per strada e accompagnati in un percorso (alternativamente) verso la famiglia di origine, verso una famiglia di accoglienza, ovvero verso soluzioni comunitarie. I bambini sono, generalmente, orfani di uno o di entrambi i genitori, ovvero abbandonati. Alcuni sono c.d. bambini sorcier, vale a dire ritenuti – dai parenti o dalla comunità - portatori di malocchio, e per questa ragione allontanati o uccisi, o in casi non infrequenti bruciati (secondo pratiche esorcistiche). Esaurito negativamente il tentativo di reinserimento familiare, e verificata la possibilità o meno di far accogliere il bambino\a in una famiglia sostitutiva (di accoglienza di fatto, essendo l’adozione nazionale un fenomeno semi-sconosciuto), il bambino viene inserito nel centro, dove resta sino al reperimento di una possibile alternativa o nel peggiore dei casi sino alla maggiore età. Lo staff è composto da 10 persone. Il centro, che è estremamente povero ma che garantisce un buon livello di accoglienza dei minori, presenta un elevato livello di consapevolezza negli operatori ed è strutturato sulla base di principi del tutto condivisibili (in particolare in merito alla ricerca dell’autosufficienza), e offre anche un’assistenza sanitaria differenziata ai bambini affetti da AIDS. Mheed è soggetta al controllo periodico sulla propria attività da parte di Réjeer, rete di associazionismo locale che garantisce un alto livello di affidabilità.

    Data di attivazione:  07/2008

    Stato:  Concluso

    Risultati ottenuti: 

    NOVA intende sostenere l’attività del centro dando un aiuto finanziario finalizzato alla realizzazione dell’autosufficienza alimentare e di gestione. Grazie all'aiuto di NOVA è stato costruito un pollaio -semi-industriale su un terreno agricolo coltivato a terrazzamenti, in prossimità di un fiume che garantisce una costante irrigazione e che – sia per le caratteristiche morfologiche del terreno che per la sua posizione, incassata tra due versanti della collina – non presenta rischi di inondazioni. E’ stata costruita una rete idrica sufficiente ad alimentare non solo i campi ma anche i locali destinati all’allevamento dei maiali. Tuttavia è stato necessario, nel 2012, ultimare la rete affinché potessa garantire un apporto al pollaio, che si doveva dotare altresì di allacciamento elettrico (con un generatore), affinché nel tempo possa garantire quello sperato notevole apporto alle attività di autofinanziamento del centro. Inoltre, per le caratteristiche sociali della zona e per il forte radicamento dell’associazione nel territorio, il pollaio potrà costituire un aiuto concreto alle famiglie più indigenti con la fornitura, a un prezzo relativamente più contenuto rispetto a quello dei negozi del vicino centro comunale, di uova e carne.

    Prossimi obbiettivi:  <p>ultimazione della rete idrica ed elettrica

    Responsabile:  massimo vaggi Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

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  • La casa di Claudia

    La Fondazione Aurora nasce per sostenere l’attività di Rose, una donna congolese che studia e lavora in Italia e, ricevuta in eredità una casa a Kinshasa, la utilizza per l’accoglienza dei minori di strada e abbandonati nel quartiere Mpasa II, Nikonga.

    I minori – attualmente 50 – sono accuditi da una persona retribuita a questo scopo e da due volontari. E garantita per loro la frequenza scolastica e sono aiutati con forme di sostegno a distanza da padrini italiani.

    La Fondazione non ha altri introiti, ed ogni spesa relativa al mantenimento dei minori è a carico del presidente della Fondazione e degli amici che ne sostengono l’attività.

    Il progetto “la casa di Claudia” ha consentito la costruzione di una casa destinata ai minori, che si aggiunge a quella esistente, e che garantisce ai bambini una più dignitosa esistenza. La casa è dedicata a Claudia, una amica che non è più con noi, e il progetto è stato finanziato quasi interamente dalla generosità di colui che è stato suo marito.

     

    Fondi inviati: € 40.000,00

    Spesi: € 40.000,00

     

    Data di attivazione:  03/2012

    Stato:  Concluso

    Finanziamenti ottenuti:  40,000.00 EUR

    Responsabile:  Massimo Vaggi

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  • Emancipazione e futuro per i minori ricoverati nei centri di Kinshasa

    Il progetto vede, come partner di NOVA che assume la responsabilità di capo-progetto, la ONG AIBI, con un budget di spesa di €248.141,00 ed è stato finanziato dalla Commissione per le adozioni Internazionali con la somma di €169.891,00

    Kinshasa, situata nell’ovest del Paese, è la capitale della Repubblica Democratica del Congo e conta più di 8 milioni di abitanti, 24 comuni e 326 quartieri. Come in ogni altra metropoli le tradizioni ed i valori della cultura locale scemano lasciando posto al degrado e alla disgregazione delle strutture base della società, e, prima tra tutte, la famiglia. Sono circa 14.000 i minori che vivono per le strade della città. Si tratta di minori abbandonati, orfani di uno o entrambi i genitori, bambini rifiutati dalla famiglia perché accusati di stregoneria od anche minori rimasti soli a causa della guerra. Più della metà di loro vive per le strade da più di un anno e ogni giorno trascorso sulla strada rende sempre più difficile il loro recupero ed il reinserimento in un nucleo familiare. Circa un ragazzo su 5 che si incontra per le strade è già stato reintegrato una volta, ma il processo di riunificazione familiare non ha avuto buon esito. Di fronte a questa situazione la società civile ha cercato di dare delle risposte e sono oggi più di 100 le realtà locali laiche e religiose che si occupano di questi minori nella città di Kinshasa. Tutte queste strutture hanno come riferimento REEJER, una rete di educatori specializzata nel coordinamento, nella supervisione e nella formazione degli operatori che lavorano a diretto contatto con i bambini abbandonati e di strada. 

    NOVA e AIBI hanno selezionato sette istituti.

    Tali partners presentano tutti caratteristiche di sicura affidabilità, che li distinguono dalla maggior parte delle istituzioni di accoglienza, ma spesso sono capaci di offrire ai minori, al momento, solo un livello minimo di assistenza, che si arresta all'impegno alla scolarizzazione dei bambini accolti. Necessitano pertanto di un "percorso guidato" che li inserisca a pieno titolo nel novero delle istituzioni che da un lato siano in grado di sviluppare un livello sufficiente di autonomia economica, e dall’altro si possano occupare di accoglienza secondo criteri e strategia pienamente condivisibili, favorendo: la registrazione anagrafica di ogni minore, la promozione di una politica di reinserimento familiare, l'attenzione più accentuata alle condizioni sanitarie (che presenta condizioni di emergenza), la formazione del personale, il passaggio da una dimensione di semplice assistenzialismo (attivo nei confronti degli ospiti e passivo nei confronti dei finanziatori) a una promozione dell'emancipazione dei minori più grandi.

    Il progetto si è sviluppato secondo le seguenti metodologie, che caratterizzano tre componenti.

    Area autoproduzione:

    Questa componente aveva fondamentalmente l’obiettivo di prevenire la mortalità infantile e di superare la condizione di malnutrizione cronica in cui si trova la totalità dei bambini accolti negli istituti attraverso la promozione di attività generatrici di reddito negli istituti finalizzata alla sostenibilità dei Centri, nonché la formazione professionale di 50 ragazzi/e ospitati nei centri residenziali, in uscita dagli istituti, che si occuperanno di itticoltura, allevamento, coltivazione di orti e vivai.

    Il progetto ha consentito la costruzioni di porcilaie, vasche per la piscicultura, negozi, dispensari farmaceutici, e la formazione da parte di agronomi e veterinari. Nel dicembre del 2013 la fase della costruzione e installazione è stata terminata, e le attività hanno iniziato a produrre reddito.

    Area di sorveglianza sanitaria:

    La sorveglianza sanitaria prevista dal progetto tende a stabilire da un lato un sistema di visite settimanali dei bambini ospiti dei centri, e a tale proposito il progetto assumerà due medici, che provederanno altresì a indicare la necessità di cure specialistiche da effetturasi presso i centri convenzionati, a distribuire i farmaci necessari, a indicare le necessità di ricovero nei casi più gradi. Dall’altro lato il progetto intende determinare, a cura dei medici dei centri che saranno convenzionati e con esami da effettuarsi presso le loro strutture, uno screenig dello stato sierologico (HIV, EPATITE) ed ematologico (gruppo sanguigno, elettroforesi) nonché a perfezionare un sistema di copertura vaccinale per tutti i bambini ospitati nei centri partner.

    A far data dal mese di giugno del 2012 è garantita a tutti i minori – circa 500 beneficiari– una sorveglianza sanitaria completa.

    Area di formazione e di servizio psico-sociale:

    La fase di implementazione dell’intervento psico-sociale è caratterizzata da una condivisione delle procedure di intervento e da una sostanziale collaborazione tra istituzioni e privato sociale. Tali procedure, definite nella fase di formazione, permettono di agevolare il lavoro degli operatori coinvolti che hanno a disposizione una sorta si manuale di intervento sottoscritto da tutti gli interlocutori. L’intervento ha avuto come punto di partenza la costituzione di un’equipe multidisciplinare (psico-socio-giuridica) per definire la situazione reale dei bambini. Lo scopo ultimo è stato quello della realizzazione di indagini sociali tese alla definizione delo status giuridico del minore e alla sua registrazione anagrafica.

     

    Data di attivazione:  06/2012

    Stato:  Concluso

    Finanziamenti ottenuti:  169,000.00 EUR

    Responsabile:  Massimo Vaggi

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  • Progetto di sostegno a distanza per i bambini di strada reinseriti in famiglie di accoglienza a Kinshasa

    A Kinshasa sono 14.000 i bambini di strada. 25.000,00 in tutto il paese. Ma più della metà dei minori del paese vive nella strada, facendo ritorno solo la notte o saltuariamente in famiglie che non hanno nulla da offrire. Siamo nel regno del post-contemporaneo, dove capita sempre più frequentemente che siano i minori a scegliere di vivere in strada, perché la strada offre loro più possibilità di emancipazione di quanto lo faccia una famiglia.E siamo in un luogo senza tempo, quando i genitori, i parenti, i vicini di un bambino identificano un minore come sorcier, come stregone portatore di male e di malocchio, utilizzando talvolta un metodo tanto semplice quanto efficace per risolvere il problema: lo bruciano. Salvo – laddove per improbabile casualità riesca a sopravvivere – riservarsi la possibilità di ammettere di essersi sbagliati.L’associazione AASD è stata fondata il 4 giugno del 1991. Il suo scopo è quello di assicurare l’accompagnamento psicosociale, in forme via via differenti e adeguate alle singole realtà dei bambini e adolescenti che necessitano di misure di protezione, e dunque: a) bambini abbandonati e orfani, bambini c.d. sorcier (portatori di sventura), b) ex associati a gruppi armati nella RDC, c) minori affetti da AIDS e d) vittime di violenze sessuali. Ha dunque sviluppato, nel tempo, progetti diversi indirizzati ciascuno a una delle categorie sopra indicate, ma tutti tesi ad assicurare l’alimentazione, la formazione scolastica o professionale, la cura della salute e il reinserimento familiare o sociale dei minori (anche attraverso la promozione di famiglie di accoglienza). Ha collaborato nel tempo con un grande numero di partner di sicura affidabilità: da Medecins du monde a UNICEF, PAM, Africare, FAO, ONUD, UNICEF. La casa di accoglienza nel comune di Ngaliema si trova in un quartiere fortemente degradato. L‘attività degli educatori dell’istituto è proiettata in particolare verso il reinserimento dei bambini nelle famiglie, che vengono sostenute economicamente con l’individuazione di attività generatrici di reddito, nonché con l’accompagnamento psico-sociale: il centro pertanto è nella sostanza un luogo di transito dei bambini, trovati per strada e accompagnati in un percorso verso la famiglia di origine, verso una soluzione alternativa (famiglia di accoglienza) ovvero verso soluzioni comunitarie (gruppi di adolescenti più grandi). Lo staff è composto da 15 persone, di cui 8 si occupano delle inchieste sociali.

    Data di attivazione:  01/2008

    Stato:  Concluso

    Risultati ottenuti: 

    Il progetto teso al reinserimento familiare dei minori non gode ad oggi di alcun finanziamento, al contrario di quei progetti tesi all’accompagnamento psico-sociale destinati a: minori vittime di violenze sessuali, minori coinvolti in conflitti armati, minori affetti da AIDS. NOVA ha stabilito 15 sostegni a distanza tra altrettante famiglie italiane e i bambini che AASD ha individuato tra quelli che, raccolti per strada e transitati per il centro di Ngaliema, hanno trovato sistemazione in una famiglia di accoglienza. Tutti i bambini hanno un’età che – alla data di inizio del progetto, novembre 2008 - varia dai 9 ai 13 anni. Il progetto mira a fornire alle famiglie un sostegno di carattere economico, destinato alla scolarizzazione dei bambini e al loro sostentamento, ovvero, nelle parole usate da AASD nella sua proposta, alla “protezione dei loro diritti all’educazione, alla salute, all’alimentazione, e, in breve, al benessere sociale”. Di tutti i bambini AASD ha fornito le generalità, e al padrino sono stati altresì indicati: nome dei componenti della famiglia, attività lavorativa, scuola frequentata dal minore, indirizzo, foto del beneficiario. Sarà fortemente stimolato lo scambio di corrispondenza tra il minore (e la famiglia che lo accoglie) e il padrino in Italia. Il costo sarà di euro 22,00 mensili, di cui una quota di due euro sarà trattenuta da NOVA per le spese di gestione. Il progetto ha preso avvio nel mese di novembre del 2008. NOVA si propone l’estensione del sostegno ad altri bambini nel corso del 2010 e di stimolare i rapporti epistolari tra padrini e assistiti

    Responsabile:  massimo vaggi Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

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  • Sorveglianza sanitaria - Kinshasa

    Il progetto è stato finanziato nel 2015 (e in precedenza), nel 2016 e nel 2017 dalla Tavola Valdese.

    L’azione si svolge nella città di Kinshasa, capitale della Repubblica Democratica del Congo, in particolare nei comuni di Lemba e di Mont Ngafula, e nella scuola rurale posta sull’altipiano di Bateke a 120 km. circa da Kinshasa.

    La città conta ormai una popolazione che con il perdurare della guerra nell’Est del paese si stima essere arrivata a quasi 10.000.000. Le ragioni di questo forte inurbamento sono riconducibili in primo luogo alla guerra, che ha trasformato la città in un enorme “campo profughi”, in secondo luogo alla situazione economica congolese, che ha conosciuto una riduzione della crescita a causa dell’instabilità macro-economica internazionale e della fragilità della situazione politica ed economica del paese.

    In questa situazione i rapporti sociali ed in particolare la struttura familiare sono venuti meno, determinando una lacerazione del tessuto sociale mai conosciuta prima. La disintegrazione del nucleo familiare ha costretto numerosi bambini e giovani a scegliere la strada come nuova casa, che svolge la funzione di protezione e d’integrazione sociale, ma è caratterizzata dall'insicurezza, dalla violenza, dallo sfruttamento, da abusi di ogni genere da parte dei loro coetanei o degli stessi poliziotti. A tutto questo occorre aggiungere un fenomeno che, negli ultimi anni, si è sempre più diffuso: i bambini stregoni. Da fenomeno regionale si è gradualmente sviluppato seguendo le vie della povertà.

    L'accusa di essere stregone ha il valore di una vera e propria esclusione dal nucleo familiare e autorizza i membri ad usare la violenza sui bambini accusati, che devono essere purificati (digiuni, sevizie, bruciature, ecc). Infine, le condizioni di enorme povertà portano alla dilatazione del fenomeno dell'abbandono - anche di bambini piccolissimi - oltre ogni limite. Così le fasce marginali e vulnerabili dell'infanzia si strutturano secondo due categorie parzialmente distinte: i bambini abbandonati e i minori di strada. I primi hanno un'età da pochi mesi a 6\7 anni, e le ragioni dell'abbandono possono consistere nelle credenze della sorcellerie come nelle condizioni di indigenza e sottosviluppo, mentre i secondi hanno mediamente un'età più elevata (oltre i 6\7 anni). Tutti questi minori tuttavia sono accomunati da un identico destino di indifferenza: lo stato e le sue articolazioni non predispongono alcuno strumento per la loro cura e per il loro reinserimento sociale, che sono così affidati esclusivamente a soggetti privati, diversamente motivati, diversamente sostenuti e con diversissimi gradi di affidabilità.

    In questo contesto Nova ha deciso di individuare e selezionare quei partners con cui sviluppare da una parte il progetto originario e specifico dell’adozione (tipico dello scopo istituzionale di NOVA), e dall’altro progetti di sostegno all'attività di reinserimento familiare (o inserimento in famiglia sostitutiva nazionale) dei bambini abbandonati e all'emancipazione e inserimento sociale dei bambini di strada accolti nei loro centri. Tali partners presentano tutti caratteristiche di certa affidabilità, che li distinguono dalla maggior parte delle istituzioni di accoglienza, ma spesso sono capaci di offrire ai minori, al momento, solo un livello minimo di assistenza, che si arresta all'impegno alla scolarizzazione dei bambini accolti. Necessitano pertanto di un "percorso guidato" che li inserisca a pieno titolo nel novero delle istituzioni che si occupano di accoglienza secondo criteri e strategia pienamente condivisibili, favorendo: lo svolgimento di indagini sociali per ogni minore ospite, la registrazione anagrafica, la promozione di una politica di reinserimento familiare, l'attenzione più accentuata alle condizioni sanitarie (che presenta condizioni di emergenza), la formazione del personale, il passaggio da una dimensione di semplice assistenzialismo (attivo nei confronti degli ospiti e passivo nei confronti dei finanziatori) a una promozione dell'emancipazione dei minori più grandi.

    L’Ufficio otto per mille della Tavola Valdese finanzia il programma di sorveglianza sanitaria del 2015, del 2016 e del 2017 per i minori ricoverati nei centri di Kinshasa. Grazie a questo finanziamento, almeno 400 bambini potranno ricevere assistenza generica e specialistica, nonché cure farmacologiche, chirurgiche e riabilitative.

    Data di attivazione:  11/2010

    Stato:  Attivo

    Risultati ottenuti: 

    Il progetto sanitario, ormai in essere da molti anni, per il 2014 finanziato dall’Ufficio Otto per Mille della Tavola Valdese con la somma di euro 20.000,00, per il 2015 e il 2016 con la somma di euro 25.000,00, per il 2017 con la somma di euro 21.600, si sviluppa su 4 livelli di intervento:

    A) ESAMI MEDICI (In questa prima parte del progetto è stata individuata una popolazione (completamente scoperta dal punto di vista sanitario) di circa 150 bambini (età 0-10 anni) ospiti negli istituti di riferimento, popolazione che necessita con urgenza di esami SIEROLOGICI ed ELETTROFORESI.)

    b) Copertura sanitaria di base Health Care e Visite Settimanali (garantire una copertura sanitaria di base che permetta un intervento rapido ed efficace diretto alla prevenzione delle malattie ed alla cura di tutti i minori da 0 a 14 anni ospitati nei centri partner e non sufficientemente coperti da altre convenzioni sanitarie )

    C) EMERGENZA (garantire un primo intervento che permetta la cura ed il monitoraggio dei bambini da 0 a 14 anni)

    D) TRASPORTO (Per la copertura del trasporto dei minori sottoposti a visite e cure mediche (nonché degli eventuali accompagnatori) nel tragitto dagli istituti partner ai centri medici prestatori di servizio, è previsto un rimborso per il trasporto)

    Per poter raggiungere gli obiettivi del progetto, sono stati a suo tempo definiti accordi con due centri medici:

    a) CENTRE MEDICAL MOYI MWA NTONGO asbl (MOYI);

    b) ORGANISATION NON GOUVERNEMENTALE ISRAEL CULTURE ET SANTE (ICS)

    I centri medici conoscono da tempo le realtà dei Centri di accoglienza, in quanto sono gli stessi che hanno garantito assistenza e cure dal 2010 in poi.

    Le convenzioni prevedono che il centro ICS garantisca visite mediche settimanali di controllo e sorveglianza nei centri partner, nonché cure mediche, oftalmiche, ortopediche, specialistiche in genere, per tutti i minori i cui nominativi risultino da un elenco previamente fornito dai centri partner, ovvero indicati su un biglietto di inoltro (si tratta di minori di nuova accoglienza) o anche, in casi di urgenza, previa conferma telefonica. Il budget prevedeva un importo di euro 6.000,00 per le visite settimanali di routine, e di euro 6.000,00 per le cure e le visite specialistiche, da corrispondere con rate anticipate di euro 3.000,00 ogni trimestre. 

    Il Centro Moyi garantisce esami clinici per tutti i minori che ne abbiano necessità, oltre visite specialistiche, cure e ospedalizzazioni. Il budget prevedeva un importo di euro 8.000,00 da corrispondere con rate anticipate di euro 2.000,00 ogni trimestre

    Il lavoro svolto dai medici e dall’equipe dei due centri ha avuto un notevole riscontro sul territorio, tanto da determinare un aumento del numero dei bambini in lista per le visite mediche rispetto agli elenchi approvati inizialmente. Molte famiglie, infatti, venute a conoscenza del progetto, si sono presentate al centro portando i propri figli malati.

    Grazie all’intervento sanitario e al suo consolidarsi nel tempo, la situazione dei minori è straordinariamente migliorata: è diminuito il numero dei decessi, dei ricoveri, degli interventi che esulano da quelli di routine.

    Finanziamenti ottenuti:  95,000.00 EUR

    Responsabile:  massimo vaggi - Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

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  • Sostegno ai bambini disabili di Kinshasa

    Il progetto è stato finanziato per gli anni 2013, 2015, 2016 e 2017 dalla Tavola Valdese con i Fondi 8x1000.

    La Fondation Viviane nasce nel 1996 per iniziativa e grazie alla determinazione di Viviane Phemba Tsasa, nata il 31 dicembre 1970 a Kangu, nella provincia del Basso Congo e rimasta vittima di un incidente all’età di 8 anni che l’ha costretta su di una sedia a rotelle.

    Offre assistenza ai bambini disabili, li ospita laddove abbandonati, sostiene le spese mediche e chirurgiche e di dotazione di protesi, offre ai bambini un servizio professionale di fisioterapia e riabilitazione, li sostiene nel percorso scolastico garantendo il pagamento delle rette e l'acquisto del materiale necessario, offre il vitto agli ospiti residenti e ai bambini semi-residenti, offre un sostegno alla famiglie ai fini della prevenzione dell'abbandono ovvero del tentativo di reinserimento familiare. Offre un percorso di formazione professionale per i bambini ed ex pazienti più grandicelli. La Fondation è partner del Comune di Mont Ngafula che a partire dal secondo semestre del 2008 ha iniziato ad affidarle, previa nomina come tutore temporaneo, i bambini abbandonati nel territorio del Comune.

    La costruzione insiste su un terreno donato a Viviane Pemba e da questa alla Fondation, e accoglie attualmente (ottobre 2014) circa 80 bambini abbandonati, di cui alcuni portatori di handicap, e offre un servizio medico e fisioterapico ad altri 200,

    "La Fondation è un luogo straordinario, che per sua stessa natura sarebbe di profondo dolore, ma dove l’angoscia  è un sentire sconosciuto, e dove persone che in molte altre parti del mondo sarebbero completamente emarginate, o più semplicemente morte, al contrario vivono dignitosamente e parimenti riscoprono la dignità del loro corpo offeso"

    (Massimo Vaggi Resp. Progetti N.O.V.A.)

    Il progetto di NOVA intende contribuire alle spese mediche che, per la particolarità delle condizioni sanitarie dei bambini ospiti, sono ingenti.

    In assenza di qualsivoglia assistenza sanitaria di natura pubblica, il progetto si propone di offrire : a) sorveglianza medica  generica : visite periodiche, di controllo, e visite  pediatriche, b) sorveglianza medica  specialistica : visite specialistiche a fronte dell’emergere di patologie specifiche, c) cure (malattie endemiche e ricorrenti, patologie particolari), d) operazioni chirurgiche

    La Fondation solo dal gennaio del 2013, grazie a un finanziamento di N.O.V.A. e con il fondamentale contributo della Tavola Valdese, ha potuto strutturare con la clinica FoMambro, un rapporto continuativo e complessivo, come quelli che in Congo sono usuali: forfettizzazione di un costo mensile (USD 1.000,00) a fronte di un intervento garantito per la totalità delle richieste e delle esigenze che si dovessero manifestare.

    A far data dal 1.11.2014 il rapporto contrattuale è poi intervenuto con un diverso centro medico, Clinique de la Paix, che ha garantito l’assistenza medica di ogni titpo necessario a un numero di 50 minori dela Fondation.

    Il progetto prevede altresì il pagamento della retribuzione di tre fisioterapisti e di un assistente sociale.

    Parte del progetto, e suo presupposto, è la dotazione della Fondation di strumenti per la costruzione e personalizzazione di protesi. Nel corso del 2012, NOVA ha finanziato la costruzione di un’officina ortopedica, ora ultimata.

    Nel mese di gennaio del 2013, in collaborazione con la ONLUS Lavoro e Riabilitazione, NOVA ha spesato il viaggio di un tecnico ortopedico, con curriculum di eccellenza professionale, delle Officine ortopediche dell’INAIL di Vigorso di Budrio, che ha insegnato al personale della Fondation e ad altri tecnici di altre realtà una modalità innovativa e “povera” per la costruzione e l’innesto di protesi ortopediche. Inoltre, NOVA in quest’occasione ha dotato la Fondation di: protesi (piedi, arti, articolazioni) supporti siliconici, scarpe, bende a rapido essiccamento, utensili (seghe circolari, trapani).  Nel mese di luglio si è ottenuta da parte delle Officine INAIl di Vigorso una donazione di macchinari per la costruzione delle protesi (frese, trapani, utensili, macchine per cucire il cuoio), di materiali siliconici  e di articolazioni meccaniche. Il materiale – di ottima qualità e costo rilevante - è stato inviato a Kinshasa e, una volta consegnato, ha ultimato la dotazione dell’officina, ufficialmente inaugurata nel mese di novembre del 2013. In quell’occasione il tecnico INAIL è tornato a Kinshasa per una seconda sessione di formazione.  La formazione del personale e la dotazione gratuita di protesi sono il secondo obiettivo specifico del progetto.

    Il progetto ha proseguito nel 2016 grazie a un finanziamento dell'Ufficio Otto per Mille della Tavola Valdese.

    Il progetto proseguirà nel 2017 grazie a un ulteriore finanziamento di 30.900 euro dell'Ufficio Otto per Mille della Tavola Valdese.

    Data di attivazione: 01/2013

    Stato: Attivo

    Finanziamenti ottenuti: 66,400.00 EUR

    Responsabile: Massimo Vaggi

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  • Un sostegno per la Fondation Viviane

    La Fondation Viviane nasce nel 1996 per iniziativa e grazie alla determinazione di Viviane Phemba Tsasa, nata il 31 dicembre 1970 a Kangu, nella provincia del Basso Congo e rimasta vittima di un incidente all’età di 8 anni che l’ha costretta su di una sedia a rotelle.

    La Fondation offre assistenza ai bambini disabili, li ospita laddove abbandonati, sostiene le spese mediche e chirurgiche e di dotazione di protesi, offre ai bambini un servizio professionale di fisioterapia e riabilitazione, li sostiene nel percorso scolastico garantendo il pagamento delle rette e l'acquisto del materiale necessario, offre il vitto agli ospiti residenti e ai bambini semi-residenti, offre un sostegno alla famiglie ai fini della prevenzione dell'abbandono ovvero del tentativo di reinserimento familiare. Offre un percorso di formazione professionale per i bambini ed ex pazienti più grandicelli. La Fondation è partner del Comune di Mont Ngafula che a partire dal secondo semestre del 2008 ha iniziato ad affidarle, previa nomina come tutore temporaneo, i bambini abbandonati nel territorio del Comune.

    La Fondation ricerca costantemente di raggiungere l’obiettivo dell’auto-sostentamento. Un’importante fonte di reddito è costituita da due terreni agricoli (Benzeke e Plateau Beteké), già di proprietà di Viviane, che sono stati donati alla Fondation. Il terreno presenta caratteristiche di sufficiente fertilità, ed è coltivato a ortaggi, patate, legumi, manioca, frutta. Una seconda fonte di reddito è costituita da vasche per la piscicultura. Infine, possiede un piccolo pollaio.

    Per ulteriori informazioni: www.fondationviviane.org

    NOVA da tempo sostiene le attività della Fondation:

    a) con un aiuto nella dotazione di mezzi

    b) con il sostegno alimentare

    c) con la sorveglianza sanitaria per i minori

    d) con il pagamento parziale delle retribuzioni del personale

    e)  con sostegni a distanza (SAD) per i moiri ospiti della Fondation

    Il progetto specifico:

    Il progetto ha finanziato la costruzione e la dotazione strumentale completa (forno, frese, trapani, utensili) di un edificio adibito a Officina ortopedica.

    I locali insistono sul terreno donato alla Fondation Viviane dal suo Presidente.

    Il progetto è parte di un più grande intervento, che con il tempo vuole costruire una clinica ortopedica, con separati reparti dedicati ai minori, alle donne, agli uomini, nonché a sale di terapia e riabilitazione.

    In collaboraizone con la ONLUS Lavoro e Riabilitazione, costituita dai tecnici delle officine INAIL di Vigorso di Budrio,  vale a dire un centro di eccellenza a livelo europeo nella costruzione di protesi, NOVA ha garantito, con il viaggio e la permanenza di tecnici altamente specializzati un percorso di formazione per il personale della Fondation.

    La costruzione di protesi attualmente avviene con l'uso innovativo di materiale relativamente "povero", compatibile con le finalità e gli strumenti del progetto, ma comunque tale da garantire una qualità e una durata notevoli.

    Attualmente, il personale della Fondation è in grado di procedere con sufficiente autonomia nella produzione di strumenti protesici. NOVA è impegnata nell'invio di materiale (scarpe ortopediche, articolazioni, materiale per la costruzione)

    PER UN SOSTEGNO

    Versamento con causale: Sul c\c numero 19994 presso Banca Etica SCARL Filiale di Firenze, via dell’Agnolo 73, IBAN IT 29 O 05018 02800 000011199940 intestato a: Associazione NOVA ONLUS via T. Lanza 31, 10095 Grugliasco (Torino)

    Oppure c\c postale 23500101 IBAN IT90Z760101000000023500101 intestato a: Associazione NOVA ONLUS via T. Lanza 31, 10095 Grugliasco (Torino)

    con causale : fondation viviane

    Data di attivazione:  06/2012

    Stato:  Attivo

    Responsabile:  massimo vaggi Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

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  • Un sostegno per l'associazione Aurora

    La Fondazione Aurora è nata per accogliere 15 bambini di strada o abbandonati in una casa di piccole dimensioni situata in un quartiere rurale nei pressi dell’aeroporto di Kinshasa. Nel corso di soli due anni i minori ospitati sono diventati 35, così che la casa di accoglienza – priva tra l’altro di servizi igienici - non era in grado di offrire ospitalità adeguata.

    NOVA, grazie a un proprio socio, ha costruito un nuovo edificio più grande e funzionale (la “casa di Claudia”) che ben presto è diventato un punto di riferimento per la popolazione della zona, e che oggi ospita circa 60 bambini in un ambiente protetto e dignitoso.

    Data di attivazione:  01/2016

    Stato:  Attivo

    Responsabile:  Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

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  • Ambulatorio medico "Daura e Guido Aldini" per l'associazione Aurore

    Il progetto è stato parzialmente finanziato dall'Ufficio Otto per mille della Tavola Valdese.

    La Fondazione Aurora è nata per accogliere 15 bambini di strada o abbandonati in una casa di piccole dimensioni situata in un quartiere rurale nei pressi dell’aeroporto di Kinshasa.  Nel corso di soli due anni i minori ospitati sono diventati 35, così che la casa di accoglienza – priva tra l’altro di servizi igienici - non era in grado di offrire ospitalità adeguata.

    NOVA, grazie a un proprio socio, ha costruito un nuovo edificio più grande e funzionale (la “casa di Claudia”) che ben presto è diventato un punto di riferimento per la popolazione della zona, e che oggi ospita circa 60 bambini in un ambiente protetto  e dignitoso.

    Data di attivazione:  09/2015

    Stato:  Attivo

    Responsabile:  massimo vaggi Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

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  • L’attività dell’ambulatorio "Aurore" in Congo

    57 nascite, e 570 persone visitate per diverse patologie. E’ il risultato dei primi 9 mesi di attività dell’ambulatorio Aurore, inaugurato a Kinshasa (Repubblica Democratica del Congo) lo scorso 7 febbraio.

    L’ambulatorio è gestito dall’Association Aurore, che nella stessa area dirige anche l’orfanotrofio Aurore.

    50 soci NOVA, da anni, aiutano l’Association attraverso i “sostegni a distanza”. Il NOVA, inoltre, ha finanziato direttamente, o tramite donazioni, la costruzione e l’attivazione dell’ambulatorio.

    Per poter contribuire al proseguimento delle attività potete fare una donazione

    IBAN IT 29 O 05018 02800 000011199940

    presso BANCA POPOLARE ETICA – Filiale di Firenze

    intestato a: NOVA ONLUS

    Indicare causale: Sostegno Associazione Aurore

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  • Approvata, al Senato Congolese la legge sulle Adozioni Internazionali. È confermata la sospensione delle procedure

    Il Senato della Repubblica Democratica del Congo ha approvato un testo di legge di modifica delle disposizioni vigenti in materia di adozioni internazionali.  La legge, che vuole disciplinare e rendere trasparente l'iter adottivo, dovrà ora essere approvata anche dal secondo ramo del Parlamento.

    In ogni caso, il testo prevede (articolo 2) che "la presente legge entra in vigore a partire da un anno dalla sua promulgazione" e che "in attesa delle misure di esecuzione della presente legge, tutti i dossier e le procedure di adozione internazionale dei bambini congolesi sono sospese"

    Ciò significa, concretamente, che la sospensione delle procedure adottive è confermata, per un periodo difficile da quantificare ma che, allo stato, si può immaginare non inferiore a un anno e mezzo (un anno di moratoria, a cui aggiungersi i tempi tecnici per l'approvazione definitiva del testo dall'Assemblea Nazionale e quelli per l'emanazione dei regolamenti esecutivi).

    I punti qualificanti della nuova normativa - in linea con i principi della Convenzione dell'Aja - sono invece i seguenti.

    a) l'affermazione del diritto di ogni bambino all'adozione

    b) la previsione del fatto che l'adozione internazionale deve essere oggetto di sentenza da parte del Giudice competente, il quale dovrà deliberare dopo aver verificato l'impossibilità di ogni altra soluzione alternativa (reinserimento familiare, adozione nazionale) e dovrà escludere che la causa unica dell'adozione sia la condizione di povertà della famiglia di origine

    b) la necessità della presenza, in pubblica udienza, di chi propone domanda di adozione

    c) che a tale udienza siano chiamati i genitori biologici, se esistenti, ovvero il tutore del minore, e infine anche il minore stesso, se ne ricorrano le condizioni

    d) che in periodi di conflitto o post-conflitto (e dunque nell'attualità) i minori debbano restare all'interno di una struttura di accoglienza per almeno un anno, al fine di escludere la possibilità che siano ritrovati i genitori biologici, e che il Giudice debba dare atto nella sentenza del "percorso" del minore "dal luogo del ritrovamento all'Istituto di accoglienza".

    e) che le qualità della coppia che richiede l'adozione siano accertate dalle autorità dello Stato accogliente, e che siano compiuti gli sforzi necessari per preservare la continuità educativa e socio-culturale del minore

    f) che le adozioni non potranno essere autorizzate verso Paesi che non abbiano con il Congo relazioni diplomatiche, ovvero le cui leggi siano contrarie ai principi fondamentali della RDC

    Una normativa, dunque, che complessivamente pone principi condivisibili e di tutela, ma prevede tempi di esecuzione del tutto incompatibili con le necessità concrete dell'infanzia ricoverata negli Istituti, che letteralmente "scoppiano" e soffrono della più totale assenza di intervento pubblico di assistenza.

    NOVA  auspica che la Commissione per le Adozioni Internazionali e il Governo Italiano facciano tutto quanto è nelle loro prerogative per sollecitare alle autorità congolesi la soluzione rapida di questa gravissima situazione, e il superamento della sospensione in atto.

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  • A proposito delle coppie in attesa di adozione nella Repubblica Democratica del Congo

    Sul sito del Comitato Genitori RDC compare da qualche giorno un'informazione a proposito delle coppie ancora “instradate” sulla Repubblica Democratica del Congo, che impone a NOVA qualche precisazione, tanto per dovere di trasparenza quanto per escludere che possa essere riferito a NOVA il fatto che alcune coppie abbiano corrisposto al proprio ente "fino a 12.000,00 euro" per un'adozione ad oggi ancora non realizzata.

    Le coppie ancora in attesa sul canale Congo, per quanto riguarda NOVA, sono tre.

    Tutte hanno inviato i documenti in RDC prima del settembre 2013, e tutte hanno corrisposto, prima della sospensione delle adozioni, oltre alla quota relativa ai servizi in Italia, solo la prima quota del costo estero, pari a euro 3.200,00 (2.200,00 per una di esse). Tale quota serviva e serve a coprire i costi della preparazione e invio dei dossier e, in genere, quelle della procedura sino alla fase dell’abbinamento con un minore (comprese le indagini sociali per ricostruire le loro origini).

    Nessuna di queste coppie ha mai ricevuto una proposta di abbinamento perché, dopo il settembre del 2013, NOVA non ha più proceduto in questo senso, così obbligata dalle decisioni delle autorità congolesi.

    Tutte, infine, sono state destinatarie di una proposta di avviamento su altri Paesi attivi (Brasile, Burkina, Perù, Haiti), ma nessuna ha accettato, preferendo per propria scelta, che NOVA rispetta, attendere che si creino le condizioni per riprendere il percorso adottivo in Congo.

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  • Buone notizie dalla Repubblica Democratica del Congo

    È atterrato stamane all'Aeroporto di Fiumicino un gruppo di bambini che da oltre due anni stavano attendendo, a Kinshasa, di potersi ricongiungere con la propria famiglia adottiva. Tra questi, gli ultimi bambini adottati da famiglie che diedero mandato alla nostra associazione. A tutti loro va il nostro più felice augurio di una vita serena. Il nostro pensiero lo dedichiamo alle famiglie che ancora aspettano, certi che il tempo dell'attesa sarà molto breve.

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  • Dal Congo alla malattia. Il coraggio di Teresa, mamma per 82 giorni

    Riportiamo di seguito  l'articolo pubblicato ieri su Avvenire, con la commovente storia di Teresa, mamma adottiva NOVA, scomparsa lo scorso 4 aprile.

    Gli 82 giorni di Teresa. Dal 14 gennaio al 5 aprile: meno di tre mesi in cui questa giovane donna napoletana è stata mamma del piccolo Michael, un bambino congolese che ha avuto l’opportunità di avere una famiglia solo dopo anni di sofferenze, rabbia, disperazione e giorni contati nel chiuso di un istituto di Kinshasa.

    Oggi mamma Teresa non c’è più. L’ha portata via un male gravissimo, contro il quale aveva lottato strenuamente, animata dalla voglia di non andare via senza aver potuto prima abbracciare quel bambino tanto desiderato. Quella brutta bestia, il cancro, si era presentata  proprio mentre lei attendeva l’arrivo di suo figlio e l’inizio di una nuova vita. Teresa aveva capito che non aveva più molto tempo a disposizione. E così, mentre la burocrazia continuava a mettere i bastoni tra le ruote a questa meravigliosa storia di amore, lei non si fermava. Continuava a chiedere spiegazioni sul perché suo figlio ancora non potesse arrivare in Italia, insisteva al telefono perché non vedeva l’ora di abbracciarlo, voleva portarlo a casa il prima possibile. Sapeva che la vita non aspetta.

    Ad aspettare sono stati costretti loro, per anni: mamma Teresa, papà Werner e il piccolo Michael.

    Tutto comincia il 25 settembre 2013: una data dolce e amara. Dolce perché quel giorno Teresa e suo marito si mettono in tasca il biglietto per la Repubblica Democratica del Congo. Sono pronti per andare a prendere il loro bambino. Insieme a loro partono anche Paolina e Michele, altra coppia di neogenitori conosciuta durante il percorso adottivo. Hanno scoperto che i loro figli, Michael e Jordan, sono stati abbandonati lo stesso giorno nell’istituto di Kinshasa dove vivono da quando hanno 3 anni. Da quel giorno sono inseparabili e crescono come fratelli. Così anche le due famiglie decidono di conoscersi e di condividere la loro esperienza per consentire ai bambini di continuare a vedersi anche in Italia. Ma nelle stesse ore di quel 25 settembre, il governo congolese decine di bloccare le adozioni. Il sogno diventa un incubo.

    Da allora, più di due anni fatti di difficili relazioni internazionali, contrasti tra governi, graduale distensione, fino allo sblocco delle pratiche e all’inizio della revisione dei dossier da parte di una Commissione interministeriale congolese creata ad hoc per la vicenda. Nel piccolo della loro famiglia, per Teresa e Werner inizia un’odissea fatta di telefonate degli altri genitori in attesa, ritardi, errori, disperazione.

    Fino all’epilogo: il 14 gennaio 2016, all’aeroporto di Fiumicino, con Teresa che teneva in mano una foto di Michael. E lui, sceso dall’aereo, che camminava spaesato. Poi ha messo a fuoco la sua mamma tra le tante persone in attesa. Finalmente l’abbraccio, dopo quasi 900 giorni di attesa.

    Un abbraccio durato solo 82 giorni. Neppure negli ultimi di questi Teresa ha mostrato segni di disperazione. “Sono felicissima, a volte non credo ancora che lui stia dormendo nell’altra stanza”, diceva. Della malattia non parlava mai.

    Ora Michael, la cui vita è già stata messa tante volte a dura prova, sta provando a capire che la sua mamma non c’è già più. Ci riuscirà, forte di questi 82 giorni: più importanti dei 900 di attesa e degli 8 anni trascorsi in orfanotrofio.

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  • Autorizzato dalle autorità del Congo l'ingresso di 66 bambini adottati da famiglie italiane

    Riportiamo la notizia comparsa in lanci di agenzia e su "Repubblica" sull'autorizzazione all'ingresso di ulteriori 66 bambini bloccati da ottobre 2013 in Repubblica Democratica del Congo.

    Articolo completo all'indirizzo:

    http://www.repubblica.it/esteri/2016/03/08/news/congo_si_al_ricongiungimento_dei_66_bimbi_adottati_in_italia-135045570/?ref=HREC1-2

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  • Congo, sbloccate 150 adozioni. Nell’articolo l’intervento di Massimo Vaggi, Presidente Nazionale NOVA

    Fonte: Avvenire

    Un nuovo sblocco delle procedure, che ora fa ben sperare sul futuro dei bambini dati in adozione e ancora fermi in Congo. Anche se non ci sono ancora comunicazioni ufficiali da parte della Commissione adozioni internazionali italiana (Cai), il portavoce del ministero dell’Interno di Kinshasa, Claude Pero Luwara ha assicurato ieri alle agenzie internazionali che altri 150 bambini sono in procinto di lasciare il Paese per ricongiungersi – finalmente – coi propri genitori adottivi.

    Altre 150 storie a lieto fine, dunque, nell’inferno dei cortocircuiti burocratici e diplomatici tra il Paese africano e il resto del mondo, tra cui 8 dovrebbero riguardare famiglie italiane: «Non sappiamo ancora chi, e dove – spiega il presidente dell’Associazione Nova, Massimo Vaggi –, ma il numero dovrebbe essere questo». Lo scorso novembre, d’altronde, ad essere contattati per primi erano stati i genitori e non le associazioni: «Allora toccò a 10 delle nostre famiglie – continua Vaggi –. Per il momento non siamo ancora stati chiamati da nessuno però». La Nova ha ancora 6 famiglie in attesa di 8 bambini: si trovano tutti nella stessa casa famiglia, a Kinshasa, e ogni giorno parlano con mamma e papà tramite Skype. “Siamo fiduciosi che se non oggi, o domani, la situazione si sbloccherà comunque entro un mese o due. La Commissione congolese sta lavorando. Una delle nostre famiglie ha tre figli laggiù. Li aspetta dal 2013”.

    È la speranza di altre 120 famiglie sparse in tutta Italia e seguite da altri enti e associazioni. Il loro sogno s’è infranto nel settembre del 2013, quando il governo africano decise di sospendere i permessi di espatrio. All’epoca il Congo sostenne da un lato di aver riscontrato casi di corruzione e falsificazione di documenti, e dall’altro il timore che i piccoli potessero essere vittime di abusi o di traffico di esseri umani. Dopo un momento di empasse, il governo italiano aveva mandato una delegazione a Kinshasa: le autorità locali avevano garantito che in tempi stretti sarebbero stati esaminati i nostri dossier, che non erano coinvolti nei casi sospetti, ma la promessa non fu rispettata.

    La situazione non si sbloccò neanche dopo un colloquio telefonico tra l’allora presidente del Consiglio Enrico Letta italiano e il primo ministro congolese. Solo nel maggio dell’anno successivo 24 coppie riuscirono a rientrare in Italia coi loro bimbi: ne furono “liberati” una trentina, poi tutto si arenò di nuovo. A novembre 2015 l’ulteriore sblocco, con l’arrivo di 10 bimbi a Fiumicino. Per ora la nuova lista divulgata da Kinshasa resta segreta, almeno in Italia. «I dossier per cui è stato dato il nullaosta riguardano per la maggior parte famiglie americane», ha spiegato Luwara. Il portavoce del governo congolese ha assicurato però che la Commissione nel giro di un mese dovrebbe visionare e dare l’ok “ad almeno altre 900 pratiche”.

    Proprio la settimana scorsa il ministro degli Esteri Paolo Gentiloni ha ricevuto alla Farnesina l’omologo della Repubblica del Congo Jean-Claude Gakosso per una serie di colloqui sui rapporti bilaterali tra i due Paesi, che dal 2014 si sono intensificati. E sabato le associazioni coinvolte nel “caso” Congo hanno ricevuto una lettera dalla Commissione adozioni internazionali: «Ci hanno annunciato buone notizie sul fronte delle procedure ancora bloccate, senza specificare le tempistiche », spiega ancora Vaggi. Ora nuove conferme: forse già nelle prossime settimane altre famiglie potranno riabbracciare i propri figli lontani.

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  • Congo: Cosi i bimbi hanno abbracciato i loro genitori. Intervista di Vita.it a Massimo Vaggi

    http://www.vita.it/it/article/2016/01/14/congo-cosi-i-bambini-oggi-hanno-abbracciato-i-loro-genitori/137927/

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  • Ringraziamenti di Massimiliano D’Antuono, Ambasciatore dell’Italia in Congo

    Da: D'Antuono Massimiliano [mailto:Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.]

    Inviato: venerdì 15 gennaio 2016 11:31

    A: Presidente NOVA

    Oggetto: Re: arrivo a Roma

     

    Caro Presidente,

    Sono veramente contento che il viaggio sia andato bene e che i genitori abbiamo potuto finalmente abbracciare i loro figli.

    Ricambio la stima nei confronti suoi e dell'associazione NOVA che ha dato prova di grande attenzione per tutelare l'interesse esclusivo dei minori in adozione in tutte le varie, difficili, fasi della vicenda.

    Cordialmente

    MDA

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L'educazione interculturale, pur attivando un processo di acculturazione, valorizza le diverse culture di appartenenza. Compito assai impegnativo, perchè la pur necessaria acculturazione non può essere ancorata a pregiudizi etnocentrici. I modelli della "cultura occidentale", ad esempio, non possono essere ritenuti come valori paradigmatici e perciò non debbono essere proposti agli alunni come fattori di conformizzazione.

(Ministero della Pubblica Istruzione, Circolare Ministeriale 205/90)

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