NOVA opera in piena collaborazione con International Adoption 

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Repubblica Democratica del Congo

  • Repubblica Democratica del Congo - Associazione Aurore

    ALTRE INFORMAZIONI

    Referente nel Paese: Rose Kambeni

    Responsabile in Italia: Piergiorgio Corbetta, mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

     

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  • Repubblica Democratica del Congo - Fondation Viviane

    Altre Informazioni

    Referente nel Paese: Viviane Phemba Tsasa

    Responsabile in Italia: Sauro Consoli, mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

     

     

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  • Un sostegno per l'associazione Aurore

    ALTRE INFORMAZIONI

    Il progetto di gestione dell'Ambulatorio, edificato con il contributo di un socio alla memoria di Daura e Guido Aldini, nel 2019 ha trovato il decisivo sostegno da parte di Leda, una generosa signora che ha garantito per cinque anni a partire dal 1.1.2019 un aiuto economico utile di coprire le spese del personale medico, delle medicine e dell'alimentazione nei casi di denutrizione.L'Ambulatorio è ormai diventato un punto di riferimento imprescindibile per la comunità della zona, in assenza di qualsivoglia altro presidio sanitario vi fa riferimento per la cura medica, per le parti e per le operazioni chirurgiche di non particolare struttura, contenuti per chi può permettersi un limitato esborso e gratuitamente per chi non ha nemmeno questa possibilità.

    D'altra parte, la costruzione della "casa di Claudia", vale a dire la nuova struttura dedicata alla memoria di una cara amica, che ospita i bambini di Aurore, garantisce loro un ambiente dignitoso e sano.I bambini hanno ormai superato il numero di ottanta. 

    E 'compito di NOVA rispettare un provvedere al loro sostentamento e alla scolarizzazione, sino al raggiungimento di un titolo (in alcuni casi, una laurea) distanza e donazione di soci, amici e finanziatori anche istituzionali. 

    L'attività di Aurore ha ricevuto l'importante e ripetuto sostegno da parte delle aziende (IMA, Marchesini, Astidental. Coop. Ansaloni, Granarolo SpA), di rappresentanze sindacali (RSU Lamborghini, RSU Fabio Perini), di una ONLUS (Il sentiero dello gnomo) e dell'Ufficio 8x1000 della Tavola Valdese.

    Il responsabile del progetto è Piergiorgio Corbetta - Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

       

     

     

             

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  • Sorveglianza sanitaria - Kinshasa

     

    L'azione si svolge nella città di Kinshasa, capitale della Repubblica Democratica del Congo, in particolare nei comuni di Lemba e del Mont Ngafula, e nella scuola rurale posta sull'altipiano di Bateke a 120 km.circa da Kinshasa.

    La città conta ormai una popolazione che con il perdurare della guerra nell'Est del paese si stima che sia arrivata a quasi 10.000.000.I motivi di questo forte inurbamento sono riconducibili in primo luogo alla guerra, che ha trasformato la città in un enorme “campo profughi”, in secondo luogo alla situazione economica congolese, che ha sviluppato una riduzione della crescita a causa dell'instabilità macro-economica internazionale e della fragilità della situazione politica ed economica del paese.

    In questa situazione i rapporti sociali ed in particolare la struttura familiare sono venuti meno, determinando una lacerazione del tessuto sociale mai prima.La disintegrazione del nucleo familiare ha costretto numerosi bambini e giovani a scegliere la strada come nuova casa, che svolge la funzione di protezione e d'integrazione sociale, ma è caratterizzata dall'insicurezza, dalla violenza, dallo sfruttamento, da abusi di ogni genere da parte dei loro coetanei o degli stessi poliziotti.A tutto questo richiede aggiungere un fenomeno che, negli ultimi anni, si è sempre più diffuso: i bambini stregoni.Il fenomeno regionale è sviluppato in modo significativo seguendo le vie della povertà.

    L'accusa di essere stregone ha il valore di una vera e propria esclusione dal nucleo familiare e autorizza i membri ad usare la violenza sui minori accusati, che devono essere purificati (digiuni, sevizie, bruciature, ecc).Infine, le condizioni di enorme povertà dipendono dalla dilatazione del fenomeno dell'abbandono - anche di bambini piccolissimi - oltre ogni limite.Così le fasce marginali e la vulnerabilità dell'infanzia si strutturano secondo due categorie distinte distinte: i bambini abbandonati ei minori di strada.I primi hanno un'età da pochi mesi a 6 \ 7 anni, ei motivi dell'abbandono possono consistere nelle credenze della sorcelleria come nelle condizioni di indigenza e sottosviluppo, mentre i secondi hanno mediamente un'età più elevata (oltre i 6 \ 7 anni).

    In questo contesto, Nova ha deciso di individuare e selezionare quei partner con cui trattare da una parte il progetto originario e specifico dell'acquisto (tipico dello scopo istituzionale di NOVA), e dall'altro progetti di sostegno all'attività di reinserimento familiare ( o inserimento in famiglia sostitutiva nazionale) dei bambini abbandonati e all'emancipazione e inserimento sociale dei bambini di strada accolti nei loro centri.Tale partner presenta tutte le caratteristiche di certa affidabilità, che distingue dalla maggior parte delle istituzioni di accoglienza, ma spesso sono fornite da minori ai, al momento, solo un livello minimo di assistenza, che si arresta all'impegno alla scolarizzazione dei bambini accolti.Necessitano secondo di un "percorso guidato".anche dopo la sospensione delle adozioni internazionali (settembre 2013) NOVA ha continuato a controllare con la cooperazione nei confronti di alcuni di questi partner (COLK, FONDATION VIVIANE, AFDECO, ASSOCIAZIONE AUTORE).

    L'Ufficio otto per mille della Tavola Valdese e la Commissione per le Adozioni Internazionali hanno finanziato il programma di sorveglianza sanitaria del 2013, 2015, del 2016 e del 2017. NOVA è intervenuta in quei periodi in cui è passato meno il finanziamento da parte di sostenitori pubblici privati. Grazie a questo finanziamento, almeno 400 bambini hanno ricevuto e ricevono assistenza generica e specialistica, nonché cura farmacologica, chirurgica e riabilitativa. 

     

    Il progetto sanitario struttura selezionata su 4 livelli:

    A) ESAMI MEDICI (In questa prima parte del progetto è stata individuata una popolazione) ed ELETTROFORESI.)

    b) Copertura sanitaria di base Assistenza sanitaria e Visite settimanali (garanzia di copertura sanitaria di base che consente un intervento rapido ed efficace diretto alla prevenzione delle malattie e alla cura di tutti i minori da 0 a 14 anni da altre convenzioni sanitarie)

    C) EMERGENZA (assicurare un primo intervento che permetta la cura e il monitoraggio dei bambini da 0 a 14 anni)

    D) TRASPORTO (Per la copertura del trasporto dei minori sottoposti a visite e cure mediche (nonché per gli accompagnatori) nel tragitto dagli istituti partner ai centri medici prestatori di servizio, è previsto un rimborso per il trasporto)

    Per poter raggiungere gli obiettivi del progetto, sono stati a suo tempo definiti accordi con il centro medico ORGANIZZAZIONE NON GOUVERNEMENTALE ISRAEL CULTURE ET SANTE (ICS), che conosce da tempo la realtà dei Centri di accoglienza, in quanto ha garantito assistenza e cura dal 2010 in poi.

    ICS garantisca visite mediche settimanali di controllo e sorveglianza nei centri partner, nonché cure mediche, oftalmiche, ortopediche, specialistiche in genere, per tutti i minori e i cui nominativi risultano da un elenco previamente fornito dai centri partner, ovvero indicati su un biglietto di inoltro o anche, in casi di urgenza, previa conferma telefonica.

    Il lavoro svolto dai medici e dall'equipe dei due centri ha avuto un notevole riscontro sul territorio, tanto da determinare un aumento del numero di bambini nella lista per le visite mediche rispetto agli elenchi approvati inizialmente.Molte famiglie, infatti, organizzano una conoscenza del progetto, sono presentate al centro attraverso i propri figli malati.

    Grazie all'intervento sanitario e al suo consolidamento nel tempo, la situazione dei minori è straordinariamente migliorata: è diminuito il numero dei decessi, dei ricoveri, degli interventi che esulano da quelli di routine.

    Responsabile: massimo vaggi -Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

     

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  • Un sostegno per la Fondation Viviane

     ALTRE INFORMAZIONI

    La Fondation Viviane nasce nel 1996 per iniziativa di Viviane Phemba Tsasa, rimasta vittima di un incidente all'età di 8 anni che ha costretto una sedia a rotelle.

    I minori portatori di handicap, nella Repubblica Democratica del Congo, sono spesso considerati "stregoni", e cioè stregoni, e per questa ragione sono allontanati dalla famiglia o sottoposti a riti brutali per allontanare il "maligno".

    La Fondazione offre ogni anno assistenza a oltre 2o0 bambini disabili, garantisce ospitalità, sostiene le spese mediche e chirurgiche e della fornitura di protesi, offre ai bambini un servizio professionale di fisioterapia e riabilitazione, li sostiene nel percorso scolastico per il pagamento delle tariffe el ' acquisto del materiale necessario, offre il vitto agli ospiti residenti e ai bambini semi-residenti, offre un sostegno alle famiglie ai fini della prevenzione dell'abbandono ovvero del tentativo di reinserimento familiare.Propone un percorso di formazione professionale per i bambini ed ex pazienti più grandicelli.La Fondazione è partner del Comune di Mont Ngafula che affida, previa nomina come tutore temporaneo, i bambini abbandonati nel territorio del Comune.

    La Fondazione ricerca costantemente di raggiungere l'obiettivo dell'auto-sostentamento.Un'importante fonte di reddito è costituita da due terreni agricoli (Benzeke e Plateau Beteké), già di proprietà di Viviane, che sono stati donati alla Fondazione.Il terreno presenta caratteristiche di sufficiente fertilità, ed è coltivato a ortaggi, patate, legumi, manioca, frutta.Una seconda fonte di reddito è regolata da vasche per la pescicoltura.Infine, possiede un piccolo pollaio.

    Per ulteriori informazioni:www.fondationviviane.org

    NOVA da tempo sostiene le attività della Fondazione:

    a) con un aiuto nella fornitura di mezzi

    b) con il sostegno alimentare

    c) con la sorveglianza sanitaria per i minori

    d) con il pagamento parziale delle retribuzioni del personale

    e) con sostegni a distanza (SAD) per i moiri ospiti della Fondation

    Il progetto specifico:

    NOVA ha finanziato la costruzione di un edificio adibito a Officina ortopedica e la fornitura dell'apparecchiatura strumentale completa (forno, frese, trapani, utensili). 

    Il progetto è parte di un più grande intervento, che con il tempo vuole costruire una clinica ortopedica, con separati reparti dedicati ai minori, alle donne, agli uomini, nonché una vendita di terapia e riabilitazione.

    In collaborazione con la ONLUS Lavoro e Riabilitazione, formata dai tecnici delle officine INAIL di Vigorso di Budrio, centro di eccellenza europeo nella costruzione e fornitura di protesi, NOVA ha garantito la formazione del personale della Fondazione.

    La costruzione di protesi attualmente avviene con l'uso di un materiale innovativo relativamente "povero", compatibile con le finalità e gli strumenti del progetto, ma comunque tale da garantire una qualità e una durata considerevole.

    Attualmente, il personale della Fondazione è in grado di procedere con sufficiente autonomia nella produzione di strumenti protesici.NOVA è impegnata nell'invio periodico di materiale (scarpe ortopediche, articolazioni, materiale per la costruzione)

     

    Responsabile: massimo vaggiQuesto indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

    Il progetto ha ricevuto un costante e importante sostegno da parte dell'Ufficio 8x1000 della Tavola Valdese, nonché da parte di aziende (Marchesini SpA) e rappresentanze sindacali (RSU Lamborghini)

          

     

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  • Repubblica Democratica del Congo - Colk e Afdeco

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    responsabile in Italia: Piergiorgio Corbetta - Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

     

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  • L’attività dell’ambulatorio "Aurore" in Congo

    57 nascite, e 570 persone visitate per diverse patologie. E’ il risultato dei primi 9 mesi di attività dell’ambulatorio Aurore, inaugurato a Kinshasa (Repubblica Democratica del Congo) lo scorso 7 febbraio.

    L’ambulatorio è gestito dall’Association Aurore, che nella stessa area dirige anche l’orfanotrofio Aurore.

    50 soci NOVA, da anni, aiutano l’Association attraverso i “sostegni a distanza”. Il NOVA, inoltre, ha finanziato direttamente, o tramite donazioni, la costruzione e l’attivazione dell’ambulatorio.

    Per poter contribuire al proseguimento delle attività potete fare una donazione

    IBAN IT 29 O 05018 02800 000011199940

    presso BANCA POPOLARE ETICA – Filiale di Firenze

    intestato a: NOVA ONLUS

    Indicare causale: Sostegno Associazione Aurore

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  • Approvata, al Senato Congolese la legge sulle Adozioni Internazionali. È confermata la sospensione delle procedure

    Il Senato della Repubblica Democratica del Congo ha approvato un testo di legge di modifica delle disposizioni vigenti in materia di adozioni internazionali.  La legge, che vuole disciplinare e rendere trasparente l'iter adottivo, dovrà ora essere approvata anche dal secondo ramo del Parlamento.

    In ogni caso, il testo prevede (articolo 2) che "la presente legge entra in vigore a partire da un anno dalla sua promulgazione" e che "in attesa delle misure di esecuzione della presente legge, tutti i dossier e le procedure di adozione internazionale dei bambini congolesi sono sospese"

    Ciò significa, concretamente, che la sospensione delle procedure adottive è confermata, per un periodo difficile da quantificare ma che, allo stato, si può immaginare non inferiore a un anno e mezzo (un anno di moratoria, a cui aggiungersi i tempi tecnici per l'approvazione definitiva del testo dall'Assemblea Nazionale e quelli per l'emanazione dei regolamenti esecutivi).

    I punti qualificanti della nuova normativa - in linea con i principi della Convenzione dell'Aja - sono invece i seguenti.

    a) l'affermazione del diritto di ogni bambino all'adozione

    b) la previsione del fatto che l'adozione internazionale deve essere oggetto di sentenza da parte del Giudice competente, il quale dovrà deliberare dopo aver verificato l'impossibilità di ogni altra soluzione alternativa (reinserimento familiare, adozione nazionale) e dovrà escludere che la causa unica dell'adozione sia la condizione di povertà della famiglia di origine

    b) la necessità della presenza, in pubblica udienza, di chi propone domanda di adozione

    c) che a tale udienza siano chiamati i genitori biologici, se esistenti, ovvero il tutore del minore, e infine anche il minore stesso, se ne ricorrano le condizioni

    d) che in periodi di conflitto o post-conflitto (e dunque nell'attualità) i minori debbano restare all'interno di una struttura di accoglienza per almeno un anno, al fine di escludere la possibilità che siano ritrovati i genitori biologici, e che il Giudice debba dare atto nella sentenza del "percorso" del minore "dal luogo del ritrovamento all'Istituto di accoglienza".

    e) che le qualità della coppia che richiede l'adozione siano accertate dalle autorità dello Stato accogliente, e che siano compiuti gli sforzi necessari per preservare la continuità educativa e socio-culturale del minore

    f) che le adozioni non potranno essere autorizzate verso Paesi che non abbiano con il Congo relazioni diplomatiche, ovvero le cui leggi siano contrarie ai principi fondamentali della RDC

    Una normativa, dunque, che complessivamente pone principi condivisibili e di tutela, ma prevede tempi di esecuzione del tutto incompatibili con le necessità concrete dell'infanzia ricoverata negli Istituti, che letteralmente "scoppiano" e soffrono della più totale assenza di intervento pubblico di assistenza.

    NOVA  auspica che la Commissione per le Adozioni Internazionali e il Governo Italiano facciano tutto quanto è nelle loro prerogative per sollecitare alle autorità congolesi la soluzione rapida di questa gravissima situazione, e il superamento della sospensione in atto.

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  • A proposito delle coppie in attesa di adozione nella Repubblica Democratica del Congo

    Sul sito del Comitato Genitori RDC compare da qualche giorno un'informazione a proposito delle coppie ancora “instradate” sulla Repubblica Democratica del Congo, che impone a NOVA qualche precisazione, tanto per dovere di trasparenza quanto per escludere che possa essere riferito a NOVA il fatto che alcune coppie abbiano corrisposto al proprio ente "fino a 12.000,00 euro" per un'adozione ad oggi ancora non realizzata.

    Le coppie ancora in attesa sul canale Congo, per quanto riguarda NOVA, sono tre.

    Tutte hanno inviato i documenti in RDC prima del settembre 2013, e tutte hanno corrisposto, prima della sospensione delle adozioni, oltre alla quota relativa ai servizi in Italia, solo la prima quota del costo estero, pari a euro 3.200,00 (2.200,00 per una di esse). Tale quota serviva e serve a coprire i costi della preparazione e invio dei dossier e, in genere, quelle della procedura sino alla fase dell’abbinamento con un minore (comprese le indagini sociali per ricostruire le loro origini).

    Nessuna di queste coppie ha mai ricevuto una proposta di abbinamento perché, dopo il settembre del 2013, NOVA non ha più proceduto in questo senso, così obbligata dalle decisioni delle autorità congolesi.

    Tutte, infine, sono state destinatarie di una proposta di avviamento su altri Paesi attivi (Brasile, Burkina, Perù, Haiti), ma nessuna ha accettato, preferendo per propria scelta, che NOVA rispetta, attendere che si creino le condizioni per riprendere il percorso adottivo in Congo.

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  • Buone notizie dalla Repubblica Democratica del Congo

    È atterrato stamane all'Aeroporto di Fiumicino un gruppo di bambini che da oltre due anni stavano attendendo, a Kinshasa, di potersi ricongiungere con la propria famiglia adottiva. Tra questi, gli ultimi bambini adottati da famiglie che diedero mandato alla nostra associazione. A tutti loro va il nostro più felice augurio di una vita serena. Il nostro pensiero lo dedichiamo alle famiglie che ancora aspettano, certi che il tempo dell'attesa sarà molto breve.

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  • Dal Congo alla malattia. Il coraggio di Teresa, mamma per 82 giorni

    Riportiamo di seguito  l'articolo pubblicato ieri su Avvenire, con la commovente storia di Teresa, mamma adottiva NOVA, scomparsa lo scorso 4 aprile.

    Gli 82 giorni di Teresa. Dal 14 gennaio al 5 aprile: meno di tre mesi in cui questa giovane donna napoletana è stata mamma del piccolo Michael, un bambino congolese che ha avuto l’opportunità di avere una famiglia solo dopo anni di sofferenze, rabbia, disperazione e giorni contati nel chiuso di un istituto di Kinshasa.

    Oggi mamma Teresa non c’è più. L’ha portata via un male gravissimo, contro il quale aveva lottato strenuamente, animata dalla voglia di non andare via senza aver potuto prima abbracciare quel bambino tanto desiderato. Quella brutta bestia, il cancro, si era presentata  proprio mentre lei attendeva l’arrivo di suo figlio e l’inizio di una nuova vita. Teresa aveva capito che non aveva più molto tempo a disposizione. E così, mentre la burocrazia continuava a mettere i bastoni tra le ruote a questa meravigliosa storia di amore, lei non si fermava. Continuava a chiedere spiegazioni sul perché suo figlio ancora non potesse arrivare in Italia, insisteva al telefono perché non vedeva l’ora di abbracciarlo, voleva portarlo a casa il prima possibile. Sapeva che la vita non aspetta.

    Ad aspettare sono stati costretti loro, per anni: mamma Teresa, papà Werner e il piccolo Michael.

    Tutto comincia il 25 settembre 2013: una data dolce e amara. Dolce perché quel giorno Teresa e suo marito si mettono in tasca il biglietto per la Repubblica Democratica del Congo. Sono pronti per andare a prendere il loro bambino. Insieme a loro partono anche Paolina e Michele, altra coppia di neogenitori conosciuta durante il percorso adottivo. Hanno scoperto che i loro figli, Michael e Jordan, sono stati abbandonati lo stesso giorno nell’istituto di Kinshasa dove vivono da quando hanno 3 anni. Da quel giorno sono inseparabili e crescono come fratelli. Così anche le due famiglie decidono di conoscersi e di condividere la loro esperienza per consentire ai bambini di continuare a vedersi anche in Italia. Ma nelle stesse ore di quel 25 settembre, il governo congolese decine di bloccare le adozioni. Il sogno diventa un incubo.

    Da allora, più di due anni fatti di difficili relazioni internazionali, contrasti tra governi, graduale distensione, fino allo sblocco delle pratiche e all’inizio della revisione dei dossier da parte di una Commissione interministeriale congolese creata ad hoc per la vicenda. Nel piccolo della loro famiglia, per Teresa e Werner inizia un’odissea fatta di telefonate degli altri genitori in attesa, ritardi, errori, disperazione.

    Fino all’epilogo: il 14 gennaio 2016, all’aeroporto di Fiumicino, con Teresa che teneva in mano una foto di Michael. E lui, sceso dall’aereo, che camminava spaesato. Poi ha messo a fuoco la sua mamma tra le tante persone in attesa. Finalmente l’abbraccio, dopo quasi 900 giorni di attesa.

    Un abbraccio durato solo 82 giorni. Neppure negli ultimi di questi Teresa ha mostrato segni di disperazione. “Sono felicissima, a volte non credo ancora che lui stia dormendo nell’altra stanza”, diceva. Della malattia non parlava mai.

    Ora Michael, la cui vita è già stata messa tante volte a dura prova, sta provando a capire che la sua mamma non c’è già più. Ci riuscirà, forte di questi 82 giorni: più importanti dei 900 di attesa e degli 8 anni trascorsi in orfanotrofio.

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  • Autorizzato dalle autorità del Congo l'ingresso di 66 bambini adottati da famiglie italiane

    Riportiamo la notizia comparsa in lanci di agenzia e su "Repubblica" sull'autorizzazione all'ingresso di ulteriori 66 bambini bloccati da ottobre 2013 in Repubblica Democratica del Congo.

    Articolo completo all'indirizzo:

    http://www.repubblica.it/esteri/2016/03/08/news/congo_si_al_ricongiungimento_dei_66_bimbi_adottati_in_italia-135045570/?ref=HREC1-2

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  • Congo, sbloccate 150 adozioni. Nell’articolo l’intervento di Massimo Vaggi, Presidente Nazionale NOVA

    Fonte: Avvenire

    Un nuovo sblocco delle procedure, che ora fa ben sperare sul futuro dei bambini dati in adozione e ancora fermi in Congo. Anche se non ci sono ancora comunicazioni ufficiali da parte della Commissione adozioni internazionali italiana (Cai), il portavoce del ministero dell’Interno di Kinshasa, Claude Pero Luwara ha assicurato ieri alle agenzie internazionali che altri 150 bambini sono in procinto di lasciare il Paese per ricongiungersi – finalmente – coi propri genitori adottivi.

    Altre 150 storie a lieto fine, dunque, nell’inferno dei cortocircuiti burocratici e diplomatici tra il Paese africano e il resto del mondo, tra cui 8 dovrebbero riguardare famiglie italiane: «Non sappiamo ancora chi, e dove – spiega il presidente dell’Associazione Nova, Massimo Vaggi –, ma il numero dovrebbe essere questo». Lo scorso novembre, d’altronde, ad essere contattati per primi erano stati i genitori e non le associazioni: «Allora toccò a 10 delle nostre famiglie – continua Vaggi –. Per il momento non siamo ancora stati chiamati da nessuno però». La Nova ha ancora 6 famiglie in attesa di 8 bambini: si trovano tutti nella stessa casa famiglia, a Kinshasa, e ogni giorno parlano con mamma e papà tramite Skype. “Siamo fiduciosi che se non oggi, o domani, la situazione si sbloccherà comunque entro un mese o due. La Commissione congolese sta lavorando. Una delle nostre famiglie ha tre figli laggiù. Li aspetta dal 2013”.

    È la speranza di altre 120 famiglie sparse in tutta Italia e seguite da altri enti e associazioni. Il loro sogno s’è infranto nel settembre del 2013, quando il governo africano decise di sospendere i permessi di espatrio. All’epoca il Congo sostenne da un lato di aver riscontrato casi di corruzione e falsificazione di documenti, e dall’altro il timore che i piccoli potessero essere vittime di abusi o di traffico di esseri umani. Dopo un momento di empasse, il governo italiano aveva mandato una delegazione a Kinshasa: le autorità locali avevano garantito che in tempi stretti sarebbero stati esaminati i nostri dossier, che non erano coinvolti nei casi sospetti, ma la promessa non fu rispettata.

    La situazione non si sbloccò neanche dopo un colloquio telefonico tra l’allora presidente del Consiglio Enrico Letta italiano e il primo ministro congolese. Solo nel maggio dell’anno successivo 24 coppie riuscirono a rientrare in Italia coi loro bimbi: ne furono “liberati” una trentina, poi tutto si arenò di nuovo. A novembre 2015 l’ulteriore sblocco, con l’arrivo di 10 bimbi a Fiumicino. Per ora la nuova lista divulgata da Kinshasa resta segreta, almeno in Italia. «I dossier per cui è stato dato il nullaosta riguardano per la maggior parte famiglie americane», ha spiegato Luwara. Il portavoce del governo congolese ha assicurato però che la Commissione nel giro di un mese dovrebbe visionare e dare l’ok “ad almeno altre 900 pratiche”.

    Proprio la settimana scorsa il ministro degli Esteri Paolo Gentiloni ha ricevuto alla Farnesina l’omologo della Repubblica del Congo Jean-Claude Gakosso per una serie di colloqui sui rapporti bilaterali tra i due Paesi, che dal 2014 si sono intensificati. E sabato le associazioni coinvolte nel “caso” Congo hanno ricevuto una lettera dalla Commissione adozioni internazionali: «Ci hanno annunciato buone notizie sul fronte delle procedure ancora bloccate, senza specificare le tempistiche », spiega ancora Vaggi. Ora nuove conferme: forse già nelle prossime settimane altre famiglie potranno riabbracciare i propri figli lontani.

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  • Congo: Cosi i bimbi hanno abbracciato i loro genitori. Intervista di Vita.it a Massimo Vaggi

    http://www.vita.it/it/article/2016/01/14/congo-cosi-i-bambini-oggi-hanno-abbracciato-i-loro-genitori/137927/

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  • Ringraziamenti di Massimiliano D’Antuono, Ambasciatore dell’Italia in Congo

    Da: D'Antuono Massimiliano [mailto:Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.]

    Inviato: venerdì 15 gennaio 2016 11:31

    A: Presidente NOVA

    Oggetto: Re: arrivo a Roma

     

    Caro Presidente,

    Sono veramente contento che il viaggio sia andato bene e che i genitori abbiamo potuto finalmente abbracciare i loro figli.

    Ricambio la stima nei confronti suoi e dell'associazione NOVA che ha dato prova di grande attenzione per tutelare l'interesse esclusivo dei minori in adozione in tutte le varie, difficili, fasi della vicenda.

    Cordialmente

    MDA

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  • Repubblica democratica del Congo

    È arrivato dalla Repubblica Democratica del Congo un volo carico carico di.... Dieci bambini - con venti genitori, i parenti, gli amici - da oggi sono immensamente più felici. Benvenuti a loro, che abbiamo così voluto, e un abbraccio affettuoso e solidale a tutti gli altri bambini, genitori, parenti, amici, che ancora aspettano.

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  • Repubblica Democratica del Congo

    Nova apprende dai quotidiani la notizia  che alcuni dei bambini adottati da coppie italiane a cui è stato rilasciato il permesso di uscita dal paese sarebbero  riferibili a famiglie adottive dell'associazione NOVA. L'associazione precisa che nessuna notizia ufficiale le è pervenuta fino ad ora attraverso il suo rappresentante congolese nè tanto meno dalla Commissione per le Adozioni Internazionali italiana.

    Auspica e richiede che la Cai, in possesso della lista dei bambini italiani, non lasci a notizie giornalistiche la gestione di informazioni così delicate e informi quanto prima le famiglie e gli enti interessati, nel rispetto della trasparenza  e nella comprensione dell'apprensione generata dalla straziante attesa di notizie ufficiali da parte di tutte le persone coinvolte in questa dolorosa vicenda.

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  • Repubblica Democratica del Congo saranno rilasciati permessi di uscita per 69 procedure di adozioni tra cui 10 adottate da famiglie italiane

    Il NOVA apprende dal sito della Commissione per le Adozioni Internazionali la notizia sotto riportata. Il nostro pensiero va a tutte le coppie in attesa, con le quali condividiamo l’urgenza di ulteriori informazioni, che non appena avremo saranno comunicate.

    Repubblica Democratica del Congo: saranno rilasciati i permessi di uscita per 69 procedure di adozione, relative a minori adottati da famiglie straniere, tra cui quelle italiane. (02/11/2015)

    (Fonte Commissione Adozioni Internazionali)

    “Abbiamo autorizzato l’uscita di 69 bambini dal Paese" ha dichiarato alla stampa il Ministro della Giustizia congolese, Alexis Thambwe Mwamba. Secondo il Ministro, questa misura riguarda i bambini adottati da genitori americani, italiani, belgi, canadesi, tedeschi, francesi ed olandesi.

    Le Autorità della RDC hanno fatto, così, conoscere che 69 bambini adottati con sentenza definitiva da famiglie straniere potranno raggiungere i loro genitori. 

    Tra questi 69 bambini, 10 sono adottati da famiglie italiane.

    Anche il Ministro Gentiloni esprime grande soddisfazione

    Farnesina: Soddisfazione per la decisione del governo della Repubblica Democratica del Congo

    La Farnesina esprime soddisfazione per la decisione del governo della Repubblica Democratica del Congo di consentire che 69 bambini possano raggiungere i loro genitori adottivi in diversi paesi tra cui vi è anche l'Italia. Il Ministro Gentiloni continua a seguire con massimo impegno la vicenda delle famiglie italiane in stretto coordinamento con  Palazzo Chigi e la Presidente della Commissione per le  Adozioni Internazionali Silvia  Della Monica  con l'augurio che anche le altre famiglie possano al più presto ricongiungersi ai loro bambini.

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  • Adozioni in Repubblica Democratica del Congo. Comunicato dell'associazione Nova

    L’associazione Nova ha appreso da alcuni articoli si stampa apparsi il 5 agosto che 22 coppie ancora in attesa di potersi ricongiungere con i propri figli in Congo hanno pubblicamente manifestato in data di oggi chiedendo un maggiore impegno del Governo e della Commissione per le Adozioni Internazionali per cercare una soluzione della vicenda.

    Alle proprie coppie NOVA ribadisce l’ovvio, e cioè che la soluzione della vicenda dipende da una decisione sovrana dello Stato Congolese, e che dunque ogni tentativo delle autorità italiane non può che tenere conto di questo fatto decisivo, ed essere di conseguenza indirizzato su un piano diplomatico.

    NOVA non condivide pertanto la strumentalizzazione, quale appare in alcuni articoli di stampa,  del dolore e dei desideri delle famiglie, al solo fine di individuare nelle autorità italiane una responsabilità precisa e diretta, ma contemporaneamente chiede una sempre maggiore attenzione nei confronti delle giuste esigenze delle famiglie di essere ascoltate e costantemente informate, e di ricevere adeguate risposte alle loro proposte.

    Solo attraverso la seria, continua e ostinata collaborazione di tutti i soggetti – istituzionali e privati – si potrà dare il dovuto sostegno non solo ai cittadini italiani che vivono “al di qua del mare”, ma anche a quei bambini che una sentenza definitiva di un Tribunale Congolese ha riconosciuto figli di coppie italiane e dunque, nella sostanza se non nella forma, sono cittadini italiani “al di là del mare”.

    La vicenda dei “nostri” bambini in Congo in verità è una pagina tristissima dell’intera nazione, non solo per chi la vive drammaticamente in prima persona ma per tutta la comunità, segnata come è stata dal disinteresse assordante che l’ha accompagnata, anche da parte della stampa e delle parti politiche che da oggi in poi la vorranno usare strumentalmente. Tanto più assordante, questo disinteresse, se paragonato all’emozione fortissima e universale che hanno saputo produrre le notizie di altre vicende di nostri cittadini trattenuti all’estero in attesa di un processo che non arriva.

    NOVA chiede, oggi, rispetto. Chiede che la discussione sulle responsabilità eventuali sia accantonata. Pur nella piena valorizzazione della libera opinione di chiunque, lancia un forte appello a che siano tenuti in massimo conto i diritti dei soggetti più deboli di questa vicenda, e cioè i minori che in Congo attendono di potersi ricongiungere con la propria famiglia.

    Chiede che il grido di dolore delle coppie che oggi hanno manifestato pubblicamente la propria  disperazione sia comunque ascoltato, perché, indipendentemente da qualsivoglia strumentalizzazione, il dolore è vero, enorme, e impone non solo attenzione, ma accoglienza.

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  • Spiragli positivi per le adozioni in nella Repubblica del Congo

    Nova segue con cautela e speranza l'evolversi della situazione nella R.D. del Congo. Riportiamo di seguito le notizie pubblicate dall’ANSA l’8 aprile 2015 relative alla possibile riapertura delle adozioni in Congo.

    Congo: Pittella e Kyenge, da Kinshasa impegno su ok adozioni

    Missione del gruppo S&D nel paese africano

    08 aprile, 16:05

    BRUXELLES - "Le adozioni in Congo potrebbero presto ripartire. Il premier Augustin Matata Ponyo e il ministro della Giustizia congolese, Alexis Thambwe Mwamba, ci hanno rassicurato circa la volontà del governo di sbloccare e facilitare il processo di adozioni fermo ormai dal 2013". Lo dichiarano in una nota congiunta il presidente del gruppo dei Socialisti e Democratici al Parlamento europeo, Gianni Pittella, e il vice presidente della commissione parlamentare a Bruxelles Ue/Africa-Caraibi-Pacifico, Cecile Kyenge, al termine di un incontro a Kinshasa, nella Repubblica democratica del Congo, con il premier e il ministro della Giustizia congolesi.

    "Buone notizie per le tante famiglie in attesa di risposte da parte delle autorità di Kinshasa. Da parte nostra - proseguono Pittella e Kyenge - l'impegno a seguire l'evoluzione di una questione così sensibile, facendo tutto il possibile in termini politici e diplomatici perché la volontà del ministro si trasformi in riforme e misure concrete a favore del diritto delle famiglie richiedenti e dei bambini congolesi ad avere una situazione adottiva serena e ideale per la crescita".

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Homo sum: humani nihil a me alienum puto.

Sono un uomo: niente di ciò che è umano considero estraneo a me.
(P. Terentius Afer, Heautontimorumenos, v. 77)

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